{"id":5230,"date":"2024-10-14T21:41:25","date_gmt":"2024-10-14T19:41:25","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archeochiusi.it\/?p=5230"},"modified":"2024-10-14T21:43:44","modified_gmt":"2024-10-14T19:43:44","slug":"scavi-aperti-su-chiusi-i-ciclo-di-incontri-copy","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archeochiusi.it\/?p=5230","title":{"rendered":"SCAVI APERTI SU CHIUSI -I\u00b0 CICLO DI INCONTRI-"},"content":{"rendered":"\n<h6>\u00a0<\/h6>\n<h1>&#8220;Dalla scoperta della Chiusi etrusca alle pi\u00f9 recenti indagini sul territorio&#8221;<\/h1>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.archeochiusi.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/locandina-scavi-aperti-chiusi.jpeg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-5093\" src=\"https:\/\/www.archeochiusi.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/locandina-scavi-aperti-chiusi-212x300.jpeg\" alt=\"\" width=\"212\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.archeochiusi.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/locandina-scavi-aperti-chiusi-212x300.jpeg 212w, https:\/\/www.archeochiusi.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/locandina-scavi-aperti-chiusi-724x1024.jpeg 724w, https:\/\/www.archeochiusi.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/locandina-scavi-aperti-chiusi-768x1086.jpeg 768w, https:\/\/www.archeochiusi.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/locandina-scavi-aperti-chiusi-1086x1536.jpeg 1086w, https:\/\/www.archeochiusi.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/locandina-scavi-aperti-chiusi-360x509.jpeg 360w, https:\/\/www.archeochiusi.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/locandina-scavi-aperti-chiusi-750x1061.jpeg 750w, https:\/\/www.archeochiusi.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/locandina-scavi-aperti-chiusi-400x566.jpeg 400w, https:\/\/www.archeochiusi.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/locandina-scavi-aperti-chiusi-430x608.jpeg 430w, https:\/\/www.archeochiusi.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/locandina-scavi-aperti-chiusi-150x212.jpeg 150w, https:\/\/www.archeochiusi.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/locandina-scavi-aperti-chiusi-100x141.jpeg 100w, https:\/\/www.archeochiusi.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/locandina-scavi-aperti-chiusi.jpeg 1131w\" sizes=\"auto, (max-width: 212px) 100vw, 212px\" \/><\/a><\/p>\n<h5>\u00a0<\/h5>\n<h2 style=\"text-align: center;\">Relatore JACOPO TABOLLI<\/h2>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<h3 style=\"text-align: center;\">Introduzione e saluti istituzionali di Mattia Bischeri Assessore alla Cultura, Archeologia e Lavori pubblici del Comune di Chiusi.<\/h3>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.archeochiusi.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/interno-lavatoi-001.jpeg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-5095 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.archeochiusi.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/interno-lavatoi-001-300x169.jpeg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"169\" srcset=\"https:\/\/www.archeochiusi.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/interno-lavatoi-001-300x169.jpeg 300w, https:\/\/www.archeochiusi.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/interno-lavatoi-001-1024x576.jpeg 1024w, https:\/\/www.archeochiusi.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/interno-lavatoi-001-768x432.jpeg 768w, https:\/\/www.archeochiusi.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/interno-lavatoi-001-1536x864.jpeg 1536w, https:\/\/www.archeochiusi.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/interno-lavatoi-001-360x203.jpeg 360w, https:\/\/www.archeochiusi.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/interno-lavatoi-001-750x422.jpeg 750w, https:\/\/www.archeochiusi.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/interno-lavatoi-001-400x225.jpeg 400w, https:\/\/www.archeochiusi.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/interno-lavatoi-001-430x242.jpeg 430w, https:\/\/www.archeochiusi.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/interno-lavatoi-001-150x84.jpeg 150w, https:\/\/www.archeochiusi.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/interno-lavatoi-001-100x56.jpeg 100w, https:\/\/www.archeochiusi.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/interno-lavatoi-001.jpeg 2048w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p><em>Ricordiamo che gli ex lavatoi sono stati riaperti al pubblico da poco: l\u2019opera architettonica subito fuori Porta Lavinia, \u00e8 stata al centro di un lungo processo di restauro durante il quale sono stati ritrovati antichi reperti archeologici risalenti ai primi insediamenti civili nella zona.<\/em><\/p>\n<p><br \/><strong>Per chi non fosse stato presente alla conferenza del 22 di luglio 2022, raccomandiamo di leggere il seguente articolo redatto dal Dott. Roberto Sanchini che ne riassume con puntualit\u00e0 i passi salienti della serata.<\/strong><\/p>\n<blockquote>\n<p>L\u2019incontro, il secondo del ciclo \u201cScavi aperti su Chiusi. L\u2019archeologia raccontata ai lavatoi di Porta Lavinia\u201d, si \u00e8 tenuto in una serata ideale, favorita dal carattere appartato e suggestivo del luogo e dalla sua esposizione particolarmente apprezzata, vista la stagione, per la frescura che in quelle ore risale dal Lago.\u00a0<\/p>\n<p>Buona la partecipazione di pubblico e significativa la presenza delle dr.sse Ada Salvi e Paola Romi, funzionarie delle Soprintendenze Archeologia, Beni Artistici e Paesaggio di Siena-Grosseto e di Perugia, competenti per i due ambiti amministrativi, toscano ed umbro, in cui \u00e8 stato diviso quello che fu l\u2019antico territorio di Chiusi; in particolare Ada Salvi \u00e8 colei che ha sostituito proprio Tabolli nelle funzioni ispettive nella zona, dopo che questi, vincitore di concorso a cattedra, ha lasciato la Soprintendenza per intraprendere la carriera universitaria.<\/p>\n<p>Grande \u00e8 stata poi l\u2019attenzione con cui \u00e8 stato seguito il racconto della nascita di una grande capitale etrusca e di uno scavo che, si \u00e8 detto, nello spazio relativamente ristretto dei lavatoi ha avuto la fortuna e il merito di intercettare stratigrafie e strutture (muri, pozzi e cisterne) marcatrici di continuit\u00e0 d\u2019insediamento dal X secolo a.C. al medioevo.<\/p>\n<p>Attorno a questi contesti inattesi si \u00e8 poi adattato l\u2019originario progetto di recupero per trasformare lo storico immobile nel contenitore di queste antichissime testimonianze di abitato e renderle pubblicamente fruibili.<\/p>\n<p>La scoperta \u00e8 suonata a conferma di un processo di formazione della citt\u00e0 che ha precisi confronti con quello avviatosi in Etruria attorno agli inizi del I millennio a.C., dove allo spopolamento di porzioni vastissime di territorio si contrappose la formazione di grandi agglomerati urbani su estesi pianori a controllo delle pi\u00f9 importanti vie di comunicazione, di terra e di acqua.<\/p>\n<p>A Chiusi \u00e8 stata semmai osservata l\u2019assenza di pianori del genere, qui \u2018sostituiti\u2019 da pi\u00f9 colli tanto da costituire assieme a Roma la sola eccezione che conferma la validit\u00e0 del modello di formazione protourbana appena illustrato.<\/p>\n<p>Tabolli ha quindi aggiunto che in un territorio come quello di Chiusi, di cui ha mostrato la carta disegnata cento anni fa dal grande archeologo Ranuccio Bianchi Bandinelli (Fig. 1), la presenza della citt\u00e0 e di necropoli da essa lontane anche molti chilometri non presuppone necessariamente l\u2019esistenza di centri intermedi.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.archeochiusi.it\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/Territorio-Base-Clusium-scaled.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-5119\" src=\"https:\/\/www.archeochiusi.it\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/Territorio-Base-Clusium-300x232.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"232\" srcset=\"https:\/\/www.archeochiusi.it\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/Territorio-Base-Clusium-300x232.jpg 300w, https:\/\/www.archeochiusi.it\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/Territorio-Base-Clusium-1024x791.jpg 1024w, https:\/\/www.archeochiusi.it\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/Territorio-Base-Clusium-768x593.jpg 768w, https:\/\/www.archeochiusi.it\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/Territorio-Base-Clusium-1536x1186.jpg 1536w, https:\/\/www.archeochiusi.it\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/Territorio-Base-Clusium-2048x1582.jpg 2048w, https:\/\/www.archeochiusi.it\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/Territorio-Base-Clusium-360x278.jpg 360w, https:\/\/www.archeochiusi.it\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/Territorio-Base-Clusium-750x579.jpg 750w, https:\/\/www.archeochiusi.it\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/Territorio-Base-Clusium-400x309.jpg 400w, https:\/\/www.archeochiusi.it\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/Territorio-Base-Clusium-430x332.jpg 430w, https:\/\/www.archeochiusi.it\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/Territorio-Base-Clusium-150x116.jpg 150w, https:\/\/www.archeochiusi.it\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/Territorio-Base-Clusium-100x77.jpg 100w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">FIG. 1 \u2013 L\u2019antico territorio chiusino<\/p>\n<p>(da: R. Bianchi Bandinelli, CLUSIUM. Ricerche archeologiche e topografiche su Chiusi e il suo territorio in et\u00e0 etrusca, Roma 1925)<\/p>\n<p>Suggestiva infine l\u2019ipotesi avanzata sulla natura del c.d. \u201cripostiglio del Goluzzo\u201d, i cui bronzi, conservati al Museo Pigorini di Roma e consistenti in vari oggetti defunzionalizzati trovati sparsi sul terreno, sono stati ritenuti poter costituire testimonianza di un rituale di delimitazione dello spazio urbano piuttosto che di un accantonamento di rottami metallici da rifondere collegato a un\u2019attivit\u00e0 artigianale.<\/p>\n<p>Quanto allo scavo fuori Porta Lavinia, in attesa della sua completa pubblicazione, il docente ed ex ispettore archeologo di zona ha descritto in modo sintetico le strutture ora visibili sotto i cristalli degli ex Lavatoi per poi soffermarsi su alcuni dei reperti pi\u00f9 significativi, quelli che hanno consentito la datazione delle unit\u00e0 stratigrafiche di provenienza, in particolare una parete di biconico villanoviano pertinente al riempimento della cisterna scavata nel banco nonch\u00e9, restituito da una delle buche di palo della struttura orientalizzante, un frammento della vasca di una coppa di bucchero sottile tipologicamente simile ad altra coppa su alto piede ora conservata nel Museo Nazionale Etrusco di Chiusi assieme a gran parte del rimanente corredo della tomba principesca, chiusina, della Pania.<\/p>\n<p>Sin qui la sintesi dell\u2019incontro, conclusosi col solito, partecipato, momento conviviale.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>PER APPROFONDIRE L\u2019ARGOMENTO<\/strong><\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>si trascrivono passi significativi degli studi di Marco Pacciarelli e Maria Chiara Bettini tratti delle opere che Jacopo Tabolli ha espressamente citato durante l\u2019intervento.<\/p>\n<p>M. Pacciarelli, DAL VILLAGGIO ALLA CITT\u00c0. La svolta protourbana del 1000 a.C. nell\u2019Italia tirrenica, Firenze 2000<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">pp. 131-133:<\/p>\n<p>\u201c\u2026 Per Chiusi si \u00e8 ritenuto fino ad oggi che la citt\u00e0 etrusca occupasse i tre colli su cui sorge l\u2019attuale centro abitato, in effetti racchiusi da una cinta muraria, databile per\u00f2 ad et\u00e0 ellenistica. Appare tuttavia indubbio che la piccola superficie \u2013 circa 25 ettari \u2013 compresa entro tali mura rappresenti un dato contraddittorio rispetto alla vasta distribuzione delle necropoli, spesso assai lontane dall\u2019attuale Chiusi, e in un certo senso anche alla ricca fioritura denotata dai corredi orientalizzanti e arcaici (nonch\u00e9 alla potenza della citt\u00e0 ricordata dalle fonti storiche).<\/p>\n<p>Poich\u00e9 a varie riprese resti di aree abitative o sacre sono venuti in luce sulle colline circostanti, si \u00e8 finora creduto a un modello di insediamento per piccoli nuclei scarsi nel territorio prossimo al piccolo centro urbano. Nell\u2019ambito di tale territorio negli ultimi anni sono stati identificati anche numerosi resti di insediamento villanoviano grazie a scavi di recupero promossi dalla Soprintendenza Archeologica della Toscana (A. Rastrelli) e dall\u2019Istituto Universitario Orientale di Napoli (P. Gastaldi) e a ricognizioni condotte dal gruppo archeologico \u201cCitt\u00e0 di Chiusi\u201d, da G. Paolucci, e M.C. Bettini, che ha compiuto una meritevole opera di studio e documentazione di tali evidenze.<\/p>\n<p>Un preciso modello interpretativo della distribuzione dei resti di insediamento villanoviano \u00e8 stata di recente proposta da P. Gastaldi.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.archeochiusi.it\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/Chiusi-Gastaldi.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-5120\" src=\"https:\/\/www.archeochiusi.it\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/Chiusi-Gastaldi-300x238.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"238\" srcset=\"https:\/\/www.archeochiusi.it\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/Chiusi-Gastaldi-300x238.jpg 300w, https:\/\/www.archeochiusi.it\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/Chiusi-Gastaldi-360x286.jpg 360w, https:\/\/www.archeochiusi.it\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/Chiusi-Gastaldi-400x318.jpg 400w, https:\/\/www.archeochiusi.it\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/Chiusi-Gastaldi-430x342.jpg 430w, https:\/\/www.archeochiusi.it\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/Chiusi-Gastaldi-150x119.jpg 150w, https:\/\/www.archeochiusi.it\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/Chiusi-Gastaldi-100x79.jpg 100w, https:\/\/www.archeochiusi.it\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/Chiusi-Gastaldi.jpg 525w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">FIG. 2 \u2013 La citt\u00e0 pi\u00f9 antica \u2013 Modello insediativo<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">(da: P. Gastaldi (a cura di), Chiusi. Lo scavo del Petriolo (1992-2004), Chiusi 2009)<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><br \/>Come osserva quest\u2019ultima, gli affioramenti di ceramiche domestiche villanoviane \u2013arcaiche interessano, oltre alla zona dell\u2019attuale citt\u00e0 (peraltro in misura piuttosto modesta), la sottostante collina della Badiola con la sua propaggine meridionale del Petriolo (sede degli scavi dell\u2019Istituto Orientale di Napoli, e del ritrovamento del ripostiglio del Goluzzo) e le due grandi colline che si sviluppano in successione verso nord, quelle di Monte San Paolo e di Monte Venere. Poich\u00e9 in questo continuum di rilevi collinari non sono presenti sicure e consistenti tracce di sepolcreti \u2013 che invece si distribuiscono sui rilievi immediatamente prospicienti \u2013 sembra al momento convincente l\u2019ipotesi di Gastaldi, secondo cui l\u2019abitato villanoviano e poi etrusco dovesse interessare organicamente l\u2019intero complesso orografico, con dubbi relativi solo all\u2019effettiva inclusione di Monte Venere nell\u2019area urbana arcaica.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">A chi scrive sembra a questo punto decisivo, per il riconoscimento di un modello sostanzialmente simile a quello dei grandi centri meridionali, il fatto che l\u2019estensione di tale complesso risulti molto elevata, certamente non inferiore a 120 ettari. A questo punto non ha molto senso interrogarsi sulle modalit\u00e0 di occupazione di tale superficie, che sar\u00e0 stata lato sensu di tipo discontinuo, come a Vulci, Tarquinia o Veio, ma nel contesto di una comune unit\u00e0 organizzativa. Indubbiamente, data la natura delle evidenze e lo stato ancora preliminare della loro edizione, vi sono ancora margini di incertezza. Ci si riferisce ad esempio a due piccoli gruppi di reperti localizzati al di fuori dell\u2019area sopra citata, che potrebbero riferirsi a piccoli nuclei abitativi esterni, che non modificherebbero comunque gran che il quadro complessivo, ma anche sepolcreti. \u2026.\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">M.C. Bettini, CHIUSI VILLANOVIANA \u2013 Monumenti Etruschi 14, Roma 2021<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">pp. 323-330:<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">VII.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">IL POPOLAMENTO DI CHIUSI NELL\u2019ET\u00c0 DEL FERRO<\/p>\n<p>GLI INSEDIAMENTI<\/p>\n<p>Entro la fine dell\u2019et\u00e0 del Bronzo i siti di Cetona Vetta e S. Maria in Belverde prima, e di Casa Carletti poi vengono abbandonati e non hanno significativi segni di rioccupazione stabile ed estesa dell\u2019area del Cetona almeno fino ad un orizzonte avanzato della prima et\u00e0 de Ferro (VIII secolo a.C.). Lo testimonia la necropoli di Sferracavalli a Sarteano (sulle propaggini orientali e meno elevate del massiccio volte verso la Val di Chiana) che, sebbene sia stata probabilmente utilizzata dalla prima fase villanoviana, attesta un consolidamento dell\u2019occupazione dell\u2019area nel passaggio tra il Villanoviano e l\u2019Orentalizzante, e lo attestano i rinvenimenti di Pietraporciana, Pianporcelli, Albinaia-Casolimpia e Baccacciano, nella zona nord-occidentale del territorio di Sarteano. Alla fine dell\u2019et\u00e0 del Bronzo viene abbandonato anche l\u2019insediamento arroccato sull\u2019altura isolata di Radicofani e le presenze relative alle fasi avanzata e finale dell\u2019et\u00e0 del Bronzo sul versante meridionale del lago Trasimeno non sembrano avere continuit\u00e0 nella facies successiva.<\/p>\n<p>Al contrario nell\u2019et\u00e0 del Ferro si verifica un maggiore incremento demografico sui rilievi di Chiusi, in parte gi\u00e0 precedentemente occupati, dove il passaggio dall\u2019et\u00e0 del Bronzo finale avviene senza soluzioni di continuit\u00e0 e con un ulteriore addensamento lungo le dorsali sviluppate in senso sud-est\/nord-ovest.<\/p>\n<p>La Rocca (qt. 370 m circa s.l.m.) continua ad essere occupata per tutta l\u2019et\u00e0 del Ferro ed oltre e probabilmente viene occupato anche il versante meridionale sopra via della Violella.<\/p>\n<p>Le deboli tracce di frequentazione villanoviana restituite dalle ultime campagne di scavo nell\u2019area de I Forti e i pochi sporadici frammenti recuperati nella vicina Casa Morviducci consentono di ipotizzare una continuit\u00e0 di frequentazione anche in questa zona. Non lontano, in prossimit\u00e0 del Museo Archeologico Nazionale, lo scavo di un pozzo ha restituito un piccolo nucleo di reperti protostorici segnalato da R. Bianchi Bandinelli e reperti analoghi sono stati recuperati dalla zona dell\u2019Ospedale Vecchio, ma in entrambi i casi non vi sono elementi utili per puntualizzare la cronologia. Inoltre, gli scavi dei cunicoli sottostanti l\u2019abitato, che hanno restituito abbondanti reperti di epoca storica, hanno invece consegnato scarsissime testimonianze protostoriche. Rilevanti testimonianze di un\u2019occupazione stabile nell\u2019et\u00e0 del Ferro sono state recentemente riportate alla luce da Iacopo Tabolli nel versante nord-orientale del centro storico di Chiusi, presso i Lavatoi fuori Porta Lavinia.<\/p>\n<p>Significative presenze relative a questo periodo vanno registrate sul Monte San Paolo, l\u2019ampio rilievo collocato tra la Rocca e Montevenere che avr\u00e0 continuit\u00e0 insediativa e uno sviluppo maggiore nell\u2019Orientalizzante. Tracce strutturali e ceramiche villanoviane \u2013 alcune presumibilmente rapportabili a un orizzonte arcaico della facies, mentre altre sono riferibili al pieno VIII secolo a.C. \u2013 sono state identificate sul versante occidentale del colle (380-385 m circa s.l.m.) da dove provengono anche le sopra citate testimonianze.<\/p>\n<p>Dal colle posto pi\u00f9 a nord, quello di Montevenere, proviene al momento la pi\u00f9 copiosa documentazione riferibile sia agli orizzonti pi\u00f9 antichi che a quelli pi\u00f9 recenti dell\u2019et\u00e0 del Ferro, con evidenze distribuite fra 325 e 380 m. circa s.l.m. e con il maggiore addensamento sul versante occidentale prospiciente la Val di Chiana. Questo stesso versante ha restituito inoltre gli scarsi elementi attribuibili al Bronzo finale. Un\u2019area insediativa con strutture di tipo capannicolo \u2013 sia pure di estensione ed articolazione non<\/p>\n<p>precisabile \u2013 \u00e8 localizzabile anche sul versante orientale del colle, nella zona gi\u00e0 nota come Querceta (prospiciente il lago di Chiusi, Il Monte\/Monte San Paolo, la necropoli di Poggio Renzo e il podere La Pilella), prossima a sorgenti d\u2019acqua ed a depositi di argille utili per la costruzione di strutture capannicole e per la manifattura ceramica.<\/p>\n<p>Un altro addensamento doveva essere disposto sulla dorsale collinare meno elevata sviluppata sempre in senso nord-sud ad ovest della Rocca e ad ovest\/sud-ovest di Monte San Paolo, dove si collocano il podere Goluzzo, San Giovanni, il Petriolo (330 m circa s.l.m.), la Pretina (335 m circa s.l.m.) e la Badiola (340 m circa s.l.m.) oggi separate artificialmente dal taglio praticato per il passaggio della strada provinciale. Nella zona del Petriolo, le indagini dell\u2019Istituto Universitario Orientale di Napoli hanno riportato alla luce rilevanti testimonianze dell\u2019abitato orientalizzante e arcaico, il crollo di una struttura di incannucciata della prima et\u00e0 del Ferro \u00aba nord lungo la fiancata occidentale del pianoro\u00bb, ma molti reperti dell\u2019et\u00e0 del Ferro erano presenti \u00abin forma residuale, in quasi tutte le aree indagate\u00bb. In particolare, numerose testimonianze villanoviane sono state restituite dal saggio lungo la scarpata occidentale \u00abcon frammenti che conservavano parte del profilo, con fratture nette. I pochi frammenti recuperati nella pulizia dell\u2019acciottolato US 6308 erano. Del resto, esclusivamente dell\u2019et\u00e0 del Ferro. \u00c8 anche probabile, dunque, che l\u2019edificio del VII secolo avesse obliterato una struttura pi\u00f9 antica o piuttosto un\u2019area funzionale, come parrebbe suggerire il rinvenimento delle matrici\u00bb di fusione per manufatti di bronzo. Queste forme di fusione e i rinvenimenti del vicino podere Goluzzo fanno ipotizzare che gi\u00e0 nell\u2019et\u00e0 del Ferro su questa dorsale trovassero una adeguata collocazione le strutture connesse alle attivit\u00e0 artigianali in particolare quelle relative alle lavorazioni metallurgiche. L\u2019acqua e il combustibile necessari alle lavorazioni non mancavano (e comunque non difettavano in tutto il territorio chiusino) e la zona era collocata in un punto nodale per i collegamenti verso la Val di Chiana, verso il Cetona e Sarteano, verso Chianciano e il valico della Foce, verso il Trasimeno e il territorio umbro.<\/p>\n<p>Procedendo in direzione nord sulla dorsale altimetricamente meno elevata, tra Giovancorso e la Palazzina, a circa 330 m. s.l.m. su un rilievo che fronteggia il versante occidentale di Monte San Paolo un altro addensamento di reperti villanoviani indizia una frequentazione non saltuaria, con elementi di incannicciata che comproverebbero la presenza di almeno una struttura. Sulla base dei reperti rinvenuti \u00e8 ipotizzabile una occupazione non antecedente ad un momento finale del Villanoviano antico \u2013 inizi del Villanoviano evoluto, con elementi che rimandano a quello evoluto e finale. Poco lontano altri frammenti ceramici sono emersi a Ponte Rovescio (305 m s.l.m.), per i quali si pu\u00f2 con molta prudenza ipotizzare una collocazione cronologica agli inizi del Villanoviano evoluto.<\/p>\n<p>LE NECROPOLI<\/p>\n<p>Le aree pi\u00f9 estese certamente destinate a necropoli nell\u2019et\u00e0 del Ferro sono quella di Poggio Renzo a nord-est e quella della Fornace Marcianella ad ovest-sud-ovest dell\u2019attuale centro storico, ma sepolture isolate o in numero limitato si possono localizzare anche in altri punti del sistema collinare di Chiusi. Tutti questi siti si collocano lungo un perimetro esterno rispetto alle aree insediative, senza interporsi tra un complesso abitativo e l\u2019altro.<\/p>\n<p>La Fornace Marcianella \u00e8 riferibile all\u2019abitato sviluppato sulla dorsale antistante del Petriolo-Pretina-Badiola, di San Giovanni e probabilmente anche al nucleo insediativo tra Giovancorso e la Palazzina.<\/p>\n<p>Poggio Renzo sembra essere la principale area di riferimento per gli abitati della Rocca, di Monte San Paolo e di Montevenere. Dando credito alla notizia della provenienza dal Podere Pilella del cinerario, della fibula ad arco serpeggiante e del rasoio lunato tipo Tarquinia gi\u00e0 nella collezione Cambi, \u00e8 possibile supporre che, data l\u2019ubicazione, l\u2019area destinata alla sepoltura sia da riferire a un nucleo insediativo posto sul versante occidentale dell\u2019abitato di Montevenere.<\/p>\n<p>La lettera di L. Lancetti a L.A. Milani ci consegna poi la testimonianza di sepolture (o di un\u2019altra area destinata a necropoli) da localizzare presso la Stazione ferroviaria, con almeno una deposizione che potrebbe datarsi tra la fine del Villanoviano antico e l\u2019inizio di quello evoluto. Questo dato presuppone la presenza di un abitato in una posizione meno elevata rispetto agli altri finora identificati, prossima ai percorsi viari naturali \u2013 e in particolare a quelli verso il territorio umbro -, che presumibilmente si riappropria della funzione svolta dall\u2019insediamento del Bronzo finale di Bagnolo, ubicato poco lontano.<\/p>\n<p>Infine, un\u2019altra zona con destinazione funeraria nell\u2019et\u00e0 del Ferro posta a sud-est dell\u2019attuale abitato, sul Colle San Bartolomeo, in prossimit\u00e0 dell\u2019attuale cimitero, potrebbe essere correlata all\u2019area dei Forti (e\/o della sottostante Casa Morviducci e a quella del Tiro a segno, che pure hanno restituito frammenti villanoviani), fornendo ulteriori dati a sostegno della continuit\u00e0 insediativa nella zona nell\u2019et\u00e0 del Ferro.<\/p>\n<p>La transizione dall\u2019et\u00e0 del Ferro all\u2019Orientalizzante \u00e8 testimoniata compiutamente dalle tombe a ziro rinvenute in localit\u00e0 Montebello (propaggine sud-occidentale di Poggio Renzo, verso il rilievo dell\u2019attuale centro storico di Chiusi), analizzate da Alessandra Minetti, che mostrano il passaggio dai pozzetti villanoviani rivestiti di ciottoli \u2013 contenenti l\u2019urna biconica con i rari elementi di corredo \u2013 ai doli di impasto all\u2019interno dei quali vengono deposti il cinerario, i monili e i vasi accessori sempre pi\u00f9 numerosi, ma che denotano un orizzonte culturale piuttosto povero, ancora legato nelle sue manifestazioni al periodo villanoviano. Probabilmente appartenevano per lo pi\u00f9 a questo periodo anche le sepolture di Montebello o di Costa all\u2019Este (presso il Romitorio) che hanno restituito alcuni reperti ceduti dal canonico Brogi al Regio Museo Preistorico Etnografico nel 1882.<\/p>\n<p>Le prime attestazioni di un effettivo mutamento socio-economico e culturale sono rivelate per\u00f2 poco pi\u00f9 tardi dalla tomba a ziro dell\u2019Orientalizzante antico di Fonte all\u2019Aia (posta a sud-ovest del centro storico), per la quale Alessandra Minetti ha ipotizzato la presenza di due sepolture molto ravvicinate nel tempo; la deposizione al suo interno di un rasoio lunato (tipo Benassi B della classificazione Bianco Peroni), evidentemente tesaurizzato, voleva forse testimoniare un forte legame familiare con la tradizione precedente. Di pari prestigio \u00e8 la tomba del Rione Carducci (a sud del centro storico), connotata dalla presenza di un\u2019ascia cerimoniale con lungo manico d\u2019avorio intarsiato di ambra, da una figula a drago d\u2019argento e da una gemma.<\/p>\n<p>In conclusione \u2013 sulla base dei dati oggi disponibili \u2013 il primo nucleo di Chiusi nasce su uno dei rilievi collinari pi\u00f9 elevati, il sito de I Forti, dove si hanno le testimonianze dell\u2019orizzonte pi\u00f9 antico del Bronzo finale e, gi\u00e0 in un momento successivo alla stessa facies, si espande occupando la Rocca e forse Monte S. Paolo, nonch\u00e9 diversi punti della dorsale collinare meno elevata (Bagnolo, Goluzzo, Capanne), in posizioni strategiche per il controllo delle naturali vie di transito. La distribuzione degli abitati si adatta alle caratteristiche del territorio, privo degli ampi pianori che nei grandi pianori dell\u2019Etruria meridionali hanno facilitato l\u2019accentramento della popolazione determinando la nascita dei principali centri protourbani nell\u2019arco di un processo che prende l\u2019avvio tra l\u2019orizzonte terminale del Bronzo finale e gli inizi dell\u2019et\u00e0 del Ferro.<\/p>\n<p>L\u2019avvio gi\u00e0 nel Bronzo finale del processo formativo di Chiusi, che agli inizi degli anni Novanta del secolo scorso sembrava costituire una marcata differenziazione nei confronti dei grandi centri dell\u2019Etruria meridionale, \u00e8 un aspetto oggi accertato anche per Tarquiniae Vulci, dove sono state identificate testimonianze relative all\u2019orizzonte terminale della stessa facies, bench\u00e9 il processo di aggregazione protourbana sia differente, anche in virt\u00f9 della diversa configurazione geomorfologica del territorio. Peraltro la ricerca sta dimostrando che la nascita del fenomeno protourbano pu\u00f2 assumere modalit\u00e0 diversificate dipendenti da specifiche situazioni locali. Presenze insediative del Bronzo finale sono documentate anche nelle aree prossimali ai pianori che saranno sede delle citt\u00e0 storiche etrusco-meridionali di Caere, Veio e Orvieto, e inoltre a Bisenzio, dove l\u2019assenza di un pianoro unitario ha determinato un addensamento progressivo attorno al Monte Bisenzio. In Etruria settentrionale una continuit\u00e0 di vita tra le due facies \u00e8 documentata ed \u00e8 stata ipotizzata per Vetulonia, mentre i dati relativi agli insediamenti protostorici di Fiesole e Cortona sono ancora alquanto scarsi per formulare delle ipotesi in merito. Al contrario a Populonia, sul Poggio del telegrafo e sul Poggio del Castello sede della citt\u00e0 storica, non sono emerse presenze anteriori all\u2019et\u00e0 del Ferro e l\u2019area sarebbe stata prescelta solo dopo l\u2019abbandono degli insediamenti del Bronzo tardo \u2013 Bronzo finale presenti lungo il litorale.<\/p>\n<p>A Chiusi il passaggio al periodo villanoviano l\u2019assetto territoriale protovillanoviano si consolida in alcune zone gi\u00e0 strutturate e si amplia in altre.<\/p>\n<p>Buona parte delle posizioni occupate nell\u2019et\u00e0 del Bronzo finale sembrano infatti sostanzialmente mantenute: la Rocca, Monte San Paolo, probabilmente l\u2019area de I Forti, la zona di Goluzzo, dove il ripostiglio viene interrato nel corso del Villanoviano antico, mentre in prossimit\u00e0 viene occupata la dorsale del Petriolo-Pretina-Badiola; vengono invece abbandonati Podere Capanne e Bagnolo. Dal momento iniziale del Villanoviano si registra invece una significativa espansione sul rilievo posto pi\u00f9 a nord, proiettato verso la Val di Chiana, sul versante occidentale di Montevenere, strutturato e rimasto in vita per tutto l\u2019arco cronologico della facies, ma in un orizzonte non precisabile, viene occupato anche il versante orientale della stessa collina.<\/p>\n<p>\u00c8 invece difficile stabilire la scansione interna alla facies dello sviluppo delle altre aree insediative. Probabilmente un\u2019ulteriore espansione si registra in un momento avanzato del Villanoviano antico e soprattutto al passaggio a quello recente. Sulla base delle considerazioni espresse in precedenza, potrebbe essere assegnata a questo orizzonte l\u2019occupazione della zona posta tra Giovancorso e la Palazzina; inoltre, in presenza di tombe villanoviane nei pressi della stazione di Chiusi dovrebbe essere collegata ad un insediamento nell\u2019area circumvicina (posta a controllo dell\u2019area precedentemente controllata da Bagnolo) che sulla base dell\u2019unico corredo disponibile, potrebbe essere pertinente ad un orizzonte posto tra la fine del Villanoviano antico e gli inizi di quello evoluto.<\/p>\n<p>\u00c8 un sistema insediativo che appare articolato in nuclei distinti distribuiti in sequenza sulle sommit\u00e0 (dove possibile) e (principalmente)sulle pendici terrazzate (naturali o modellate dall\u2019intervento umano) delle tre maggiori emergenze altimetriche, ravvicinate tra loro e sostanzialmente allineate lungo una direttrice nord-sud , proiettata verso la Val di Chiana, in posizione di controllo visivo e strategico del territorio: La Rocca, Monte San Paolo, Montevenere e, su una dorsale pi\u00f9 bassa ai piedi dei rilievi maggiori comprendente Petriolo-Pretina-Badiola e l\u2019area tra Giovancorso e la Palazzina e Ponte Rovescio.<\/p>\n<p>Altri nuclei insediativi dovevano controllare il versante meridionale e sud-orientale del sistema collinare, prossimi alle aree produttive e alle vie di transito, e pi\u00f9 favorevoli allo svolgimento degli scambi commerciali legati alla sfera metallurgica e che (sulla base dei ritrovamenti di Goluzzo e del Petriolo) prevedevano l\u2019arrivo sia di manufatti finiti sia di materie prime o semilavorate destinate ad alimentare l\u2019attivit\u00e0 locale, costituendo probabilmente le forti ragioni del loro sviluppo. Questi nuclei erano disposti approssimativamente in senso sud-ovest; nella zona di Goluzzo, legata verosimilmente all\u2019insediamento del Petriolo (e\/o alla zona di San Giovanni che pure ha restituito frammenti villanoviani); in una zona non lontano da Chiusi Scalo la cui esistenza deve essere ipotizzata in prossimit\u00e0 delle sepolture segnalate nella zona della Stazione; in quella de I Forti o in un\u2019altra area prossimale(anche i siti sottostanti di Casa Morviducci e Tiro a Segno hanno restituito dell\u2019et\u00e0 del Ferro, con accrescimenti successivi; in questo periodo le necropoli o gruppi di sepolture sopra richiamati sono disposti sostanzialmente ai margini de \u2018perimetro\u2019 del sistema collinare occupato dalle aree insediative.<\/p>\n<p>Marco Pacciarelli, analizzando le dinamiche dello sviluppo dei centri protourbani, ha proposto anche per Chiusi un modello che prevede la presenza di una \u00abcomune unit\u00e0 organizzativa\u00bb, ovvero di un sistema che risponde ad una unit\u00e0 socio-politica gi\u00e0 dall\u2019et\u00e0 del Ferro. Patrizia Gastaldi, nel delineare un ampio quadro di popolamento per Chiusi dall\u2019et\u00e0 del Ferro all\u2019et\u00e0 arcaica, ha ipotizzato che il processo di strutturazione territoriale che ha portato alla definizione del perimetro urbano di Chiusi si fosse concluso gi\u00e0 alla fine dell\u2019VIII secolo.<\/p>\n<p>La distribuzione dei diversi agglomerati (come detto sopra) in sequenza, a distanza di pochi chilometri l\u2019uno dall\u2019altro, sui rilievi pi\u00f9 elevati e in quelli sottostanti pi\u00f9 prossimali alle vie di transito, per lo pi\u00f9 sul versante prospiciente la Val di Chiana ma in quello sud-orientale, poteva (e forse doveva) contemplare l\u2019esistenza di un coordinamento tra i diversi gruppi egemoni per il controllo e lo sfruttamento del territorio, delle vie naturali di transito e degli scambi commerciali, e in questo senso \u00e8 condivisibile l\u2019idea dell\u2019esistenza di un\u2019organizzazione coordinata del territorio, anche se \u00e8 difficile ipotizzare che gi\u00e0 alla fine dell\u2019et\u00e0 del Ferro a Chiusi si fosse in presenza di un insediamento unitario.<\/p>\n<p>Un cambiamento significativo dell\u2019assetto insediativo a Chiusi sembra verificarsi con il passaggio all\u2019Orientalizzante alla fine dell\u2019VIII secolo a.C. si consolida l\u2019occupazione di Monte San Paolo, del Petriolo e della Rocca, come hanno testimoniato le indagini dell\u2019Istituto Universitario Orientale e della Soprintendenza, mentre, stando ai dati attuali, si ridimensiona, pur senza scomparire del tutto, quella dell\u2019insediamento pi\u00f9 settentrionale \u2013 Montevenere \u2013 dove le ricognizioni di superficie hanno fatto emergere alcune testimonianza dell\u2019Orientalizzante recente e dell\u2019arcaismo.<\/p>\n<p>Proseguir\u00e0 nel corso dell\u2019Orientalizzante l\u2019utilizzo delle necropoli di Poggio Renzo e della Fornace-Marcianella, ma nuovi nuclei di sepolture gentilizie segneranno il complesso collinare di Chiusi (Montebello, Fonte all\u2019Aia, Rione Carducci e in seguito Capanne, Fontecucchiaia, Poggio Gaiella, Dolciano, Fonte Rotella, Fonte Pinella, Vigna Grande, Ficomontano).<\/p>\n<p>Contemporaneamente si affermeranno definitivamente anche altri centri del comprensorio, ed in particolare Sarteano (con lo sviluppo della necropoli di Sferracavalli, gi\u00e0 sfruttata nell\u2019et\u00e0 del Ferro, e la nascita di quella di Poggio Rotondo-Solaia, cui seguono Macchiapiana, Madonna La Tea, e Chianciano, oltre Sinalunga e Acquaviva, e probabilmente conoscer\u00e0 un incremento demografico l\u2019insediamento relativo alla necropoli di Tolle, che ha restituito anche qualche significativa testimonianza villanoviana, a dimostrazione dell\u2019importanza assunta dall\u2019itinerario verso e da l\u2019Etruria mineraria, cui corrisponde \u2013 dall\u2019altro capo del percorso \u2013 lo sviluppo di Roselle. \u2026.\u201d.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.archeochiusi.it\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/20200912_17370310578.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-5121\" src=\"https:\/\/www.archeochiusi.it\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/20200912_17370310578-169x300.jpg\" alt=\"\" width=\"169\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.archeochiusi.it\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/20200912_17370310578-169x300.jpg 169w, https:\/\/www.archeochiusi.it\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/20200912_17370310578-576x1024.jpg 576w, https:\/\/www.archeochiusi.it\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/20200912_17370310578-360x640.jpg 360w, https:\/\/www.archeochiusi.it\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/20200912_17370310578-400x711.jpg 400w, https:\/\/www.archeochiusi.it\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/20200912_17370310578-430x764.jpg 430w, https:\/\/www.archeochiusi.it\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/20200912_17370310578-150x267.jpg 150w, https:\/\/www.archeochiusi.it\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/20200912_17370310578-100x178.jpg 100w, https:\/\/www.archeochiusi.it\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/20200912_17370310578.jpg 720w\" sizes=\"auto, (max-width: 169px) 100vw, 169px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">FIG. 3 \u2013 Frammento di ceramica villanoviana portato in superficie da un\u2019aratura<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">(foto dell\u2019autore)<\/p>\n<p>Alcune note per chiudere.<\/p>\n<p>Mi sembra che l\u2019elemento pi\u00f9 nuovo introdotto in questa occasione da Tabolli nel dibattito sulla formazione della Chiusi protourbana ed etrusca sia stato l\u2019avere associato la deposizione dei bronzi del c.d. \u201cripostiglio\u201d del Goluzzo a un rituale di fondazione, o comunque di formale definizione di uno spazio, e non, come \u00e8 affermazione prevalente, alla raccolta di rottami metallici destinati ad essere rifusi; se cos\u00ec fosse dovremmo anche attribuire al momento della sua deposizione (\u201cnel corso del Villanoviano antico\u201d secondo Maria Chiara Bettini) il perfezionarsi del processo formativo della citt\u00e0.<\/p>\n<p>Per essere meglio compreso credo che l\u2019elemento vada integrato con alcune precisazioni sugli oggetti che lo compongono e sulla sua ubicazione.<\/p>\n<p>Il ripostiglio fu rinvenuto nel 1881, nel corso di lavori agricoli, \u201carando il terreno e in un punto sparso di ceneri e carbone\u201d [Bull. Inst. 1881]. I materiali erano per lo pi\u00f9 rotti in antico o spezzati intenzionalmente, o infine ripiegati e comunque ormai privi della loro funzionalit\u00e0; buona parte degli oggetti, ora al Museo Pigorini di Roma, \u00e8 attribuibile al Bronzo finale, ma la deposizione, come detto, dovrebbe risalire all\u2019et\u00e0 del Ferro, perch\u00e9 vi sono associati materiali di tale periodo.<\/p>\n<p>Maria Chiara Bettini cos\u00ec li catalogava gi\u00e0 nella sua tesi di dottorato, pubblicata nel 1996 e poi servita a base del volume edito a 25 anni di distanza: A) Materiali certamente pertinenti all\u2019et\u00e0 del ferro: ansa e frammenti di lamina probabilmente pertinenti a una tazza di bronzo); frammenti di lamine di bronzo (n. 19 di cui 18 pertinenti a vasi); n. 3 asce ad alette; figurina zoomorfa (ariete); n. 2 fibule; B) Materiali dell\u2019et\u00e0 del bronzo finale che perdurano sporadicamente anche nell\u2019et\u00e0 del ferro: n. 5 fibule; C) Materiali del terzo orizzonte del Bronzo finale e\/o della primissima et\u00e0 del ferro, perch\u00e9 attestati esclusivamente nei ripostigli di Goluzzo, Piediluco-Contigliano e Santa Marinella e in altri contesti, sconosciuti, della stessa Chiusi: n. 2 fibule; n. 6 coltelli, di cui n. 2 frammentari; n. 10 punte di lancia di cui n. 7 frammentarie; punta di freccia; scalpello; sega; D) Materiali dell\u2019et\u00e0 del bronzo finale: coltello; n. 16 asce; n. 2 scalpelli; E) Materiali frammentari di attribuzione incerta: ascia; n. 2 fibule frammentarie; n. 6 frammenti di coltelli; n. 2 lance frammentarie; n. 7 frammenti di asce; frammento di spada; cannone di lancia; lingotto; n. 2 piccole barre; verghetta. Nella figura zoomorfa \u00e8 stato poi riconosciuto un bovide.<\/p>\n<p>Il Goluzzo si trova nella valle del Montelungo, a sud-ovest di Chiusi, immediatamente a mezzogiorno del pianoro del Petriolo, a confine cio\u00e8 con la parte pi\u00f9 meridionale dell\u2019abitato antico.<\/p>\n<p>Quanto infine all\u2019importanza di rinvenimenti del genere in quelle che sono da considerarsi zone liminari come mura urbane, porte e recinti sacri, valgano alcune considerazioni dell\u2019attuale direttrice del Museo delle Antichit\u00e0 Etrusco-italiche della Sapienza Universit\u00e0 di Roma oltre che docente della materia presso la stessa universit\u00e0, tratte dal volume<\/p>\n<p>degli Atti del Convegno internazionale \u201cMura di legno, mura di terra, mura di pietra: fortificazioni nel Mediterraneo antico\u201d tenutosi a Roma nel 2012:<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">L.M. Michetti<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">\u201cRiti e miti di fondazione nell\u2019Italia antica. Riflessioni su alcuni contesti di area etrusca\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">pp. 345-346<\/p>\n<p>\u201c\u2026 La sacralit\u00e0 delle mura urbane in ambito etrusco \u00e8 operante fin dalle fasi formative delle citt\u00e0, come sembra ad esempio testimoniato dai dati relativi alla cinta villanoviana di Bologna\/Felsina, per la quale J. Ortalli ha riconosciuto un particolare rituale di fondazione consistente nella deposizione di un grande vaso quadriansato di impasto decorato a pettine, collocato nel rincalzo di una fossa di un palo relativo alla primitiva cinta, probabilmente in corrispondenza della rientranza di una torre. La datazione del vaso intorno alla met\u00e0 dell\u2019VIII sec. a.C. riconduce alla fase di realizzazione del sistema difensivo, articolato in fossati perimetrali con acque correnti, una fortificazione lignea con torri e galleria interna, un camminamento protetto. Un\u2019interpretazione analoga \u00e8 stata proposta per il \u201cripostiglio\u201d della Falda della Guardiola di Populonia, la cui natura \u00e8 stata riconsiderata in rapporto alla realizzazione di una primitiva cinta il cui tracciato sarebbe stato successivamente ricalcato dalle \u201cmura basse\u201d. Una fossa individuata in corrispondenza dell\u2019angolo a monte di un torrione di avancorpo \u00e8 stata infatti identificata da A. Romualdi con quella del noto ripostiglio, a conferma che, nella seconda met\u00e0 dell\u2019VIII secolo, nel quadro dei riti di fondazione delle fortificazioni, in un punto strategico per la difesa e l\u2019accesso al centro abitato e in una fase di profondi mutamenti per la comunit\u00e0 populoniese, si sarebbe seppellito un nucleo di oggetti eccezionali \u2013 tra i quali la spada tipo Monte Sa Idda e la navicella di produzione nuragica, pi\u00f9 antiche e defunzionalizzate \u2013 di forte valore pregnante ed allusivo da un lato all\u2019antica tradizione metallurgica della citt\u00e0, dall\u2019altro alla possibile integrazione di individui sardi nella locale compagine sociale. \u2026\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">p. 350<\/p>\n<p>\u2026 La frammentariet\u00e0 dei dati a disposizione, l\u2019eterogeneit\u00e0 cronologica e geografica dei casi presentati, nonch\u00e9 la difficolt\u00e0 di confrontare contesti per molti versi differenti, non pregiudicano tuttavia la possibilit\u00e0 di riflettere su alcuni caratteri costanti. La ricorrenza di depositi votivi e pratiche rituali di vario genere non solo in corrispondenza delle mura ma anche nei luoghi pi\u00f9 evocativi dell\u2019origine della citt\u00e0 e delle sue istituzioni ci fa infatti comprendere come la fondazione di un sito, che sembra inizialmente rispondere innanzitutto ad esigenze di carattere pratico e connesse con la \u201csalubrit\u00e0 dei luoghi\u201d, risulta in realt\u00e0 essere fin dalle origini estremamente intrisa di elementi rituali e simbolici che vengono perpetuati nel tempo e nei quali la comunit\u00e0 urbana continua ad identificarsi.\u201d<\/p>\n<p>Per ultimo mi associo al ringraziamento rivolto dall\u2019Assessore alla Cultura Mattia Bischeri ai Soci del Gruppo Archeologico \u201cCitt\u00e0 di Chiusi\u201d per il contributo dato alla pulizia e siglatura dei materiali dello scavo e all\u2019organizzazione dell\u2019Incontro.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">Roberto Sanchini<\/p>\n<\/blockquote>\n<p>\u00a0<\/p>\n<h3 style=\"text-align: center;\"><br \/>\u00a0\u00a0<br \/>\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0Durante la serata l\u2019<a href=\"https:\/\/www.aziendaagricolanenci.com\/\">Azienda Agricola Nenci<\/a> ha offerto un calice di vino al pubblico presente. I numerosi partecipanti intervenuti hanno potuto visitare in notturna gli scavi dei lavatori.<\/h3>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.archeochiusi.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/Azienda-Nenci-001.jpeg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-5106\" src=\"https:\/\/www.archeochiusi.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/Azienda-Nenci-001-300x225.jpeg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/www.archeochiusi.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/Azienda-Nenci-001-300x225.jpeg 300w, https:\/\/www.archeochiusi.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/Azienda-Nenci-001-1024x768.jpeg 1024w, https:\/\/www.archeochiusi.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/Azienda-Nenci-001-768x576.jpeg 768w, https:\/\/www.archeochiusi.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/Azienda-Nenci-001-1536x1153.jpeg 1536w, https:\/\/www.archeochiusi.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/Azienda-Nenci-001-360x270.jpeg 360w, https:\/\/www.archeochiusi.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/Azienda-Nenci-001-750x563.jpeg 750w, https:\/\/www.archeochiusi.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/Azienda-Nenci-001-400x300.jpeg 400w, https:\/\/www.archeochiusi.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/Azienda-Nenci-001-430x323.jpeg 430w, https:\/\/www.archeochiusi.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/Azienda-Nenci-001-150x113.jpeg 150w, https:\/\/www.archeochiusi.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/Azienda-Nenci-001-100x75.jpeg 100w, https:\/\/www.archeochiusi.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/Azienda-Nenci-001.jpeg 1691w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Il Gruppo Archeologico Citt\u00e0 di Chiusi \u00e8 sempre ben felice di dare il contributo nella realizzazione di questi eventi e di collaborare con l\u2019Amministrazione Comunale per promuovere la Citt\u00e0 di Chiusi e tutto l\u2019immenso patrimonio archeologico. <br \/><strong>Vi aspettiamo al prossimo incontro che si terr\u00e0 venerd\u00ec 9 SETTEMBRE alle ore 21<\/strong> con il dr. <strong>Mattia Bischeri <\/strong>che parler\u00e0 delle recentissime scoperte degli scavi di Porta Lavinia.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><br \/>Per tutti gli eventi in programma seguite la nostra pagina e quella dell\u2019Amministrazione Comunale di Chiusi.<\/p>\n<div dir=\"auto\">\n<div class=\"kvgmc6g5 cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\">\n<div dir=\"auto\" style=\"text-align: left;\"><span style=\"font-size: revert; color: initial;\">\u00a0\u00a0<\/span><\/div>\n<div dir=\"auto\" style=\"text-align: left;\"><span style=\"font-size: revert; color: initial;\"> \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0\u00a0<\/span><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: center;\">Un particolare ringraziamento va al\u00a0 <a href=\"https:\/\/www.comune.chiusi.si.it\/\">Comune della Citt\u00e0 di Chiusi<\/a> ed <a href=\"https:\/\/www.aziendaagricolanenci.com\/\">Azienda Agricola Nenci<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Segui il G.A.C. su \u00a0 <a href=\"https:\/\/t.me\/archeochiusi\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-3839 alignnone\" src=\"http:\/\/www.archeochiusi.it\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/images2.png\" alt=\"\" width=\"29\" height=\"29\" srcset=\"https:\/\/www.archeochiusi.it\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/images2.png 225w, https:\/\/www.archeochiusi.it\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/images2-150x150.png 150w, https:\/\/www.archeochiusi.it\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/images2-100x100.png 100w\" sizes=\"auto, (max-width: 29px) 100vw, 29px\" \/><\/a> \u00a0 <a href=\"http:\/\/www.instagram.com\/gruppoarcheochiusi\/\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-3384\" src=\"http:\/\/www.archeochiusi.it\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/instagram-piccola.jpg\" alt=\"\" width=\"25\" height=\"25\" \/><\/a> \u00a0 \u00a0 <a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/archeo.chiusi\/\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-3383\" src=\"http:\/\/www.archeochiusi.it\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/fb-piccola.png\" alt=\"\" width=\"25\" height=\"25\" \/><\/a>\u00a0 <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/channel\/UCHPwwCUvQJ7kBn0yMbtWmyw\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone  wp-image-4290\" src=\"http:\/\/www.archeochiusi.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/youtube-4.png\" alt=\"\" width=\"38\" height=\"28\" srcset=\"https:\/\/www.archeochiusi.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/youtube-4.png 259w, https:\/\/www.archeochiusi.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/youtube-4-150x112.png 150w, https:\/\/www.archeochiusi.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/youtube-4-100x75.png 100w\" sizes=\"auto, (max-width: 38px) 100vw, 38px\" \/><\/a><\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n\n\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a0 &#8220;Dalla scoperta della Chiusi etrusca alle pi\u00f9 recenti indagini sul territorio&#8221; \u00a0 \u00a0 \u00a0 Relatore JACOPO TABOLLI \u00a0 \u00a0 Introduzione e saluti istituzionali di Mattia Bischeri Assessore alla Cultura, [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":14,"featured_media":5120,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_exactmetrics_skip_tracking":false,"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[],"class_list":["post-5230","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-bacheca"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v26.9 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>SCAVI APERTI SU CHIUSI -I\u00b0 CICLO DI INCONTRI- ArcheoChiusi<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.archeochiusi.it\/?p=5230\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"SCAVI APERTI SU CHIUSI -I\u00b0 CICLO DI INCONTRI- ArcheoChiusi\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"\u00a0 &#8220;Dalla scoperta della Chiusi etrusca alle pi\u00f9 recenti indagini sul territorio&#8221; \u00a0 \u00a0 \u00a0 Relatore JACOPO TABOLLI \u00a0 \u00a0 Introduzione e saluti istituzionali di Mattia Bischeri Assessore alla Cultura, [&hellip;]\" \/>\n<meta property=\"og:url\" content=\"https:\/\/www.archeochiusi.it\/?p=5230\" \/>\n<meta property=\"og:site_name\" content=\"ArcheoChiusi\" \/>\n<meta property=\"article:publisher\" content=\"https:\/\/www.facebook.com\/profile.php?id=1022492701102521\" \/>\n<meta property=\"article:published_time\" content=\"2024-10-14T19:41:25+00:00\" \/>\n<meta property=\"article:modified_time\" content=\"2024-10-14T19:43:44+00:00\" \/>\n<meta property=\"og:image\" content=\"https:\/\/www.archeochiusi.it\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/Chiusi-Gastaldi.jpg\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:width\" content=\"525\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:height\" content=\"417\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:type\" content=\"image\/jpeg\" \/>\n<meta name=\"author\" content=\"Roberto Sanchini\" \/>\n<meta name=\"twitter:label1\" content=\"Scritto da\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data1\" content=\"Roberto Sanchini\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:label2\" content=\"Tempo di lettura stimato\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data2\" content=\"3 minuti\" \/>\n<script type=\"application\/ld+json\" class=\"yoast-schema-graph\">{\"@context\":\"https:\/\/schema.org\",\"@graph\":[{\"@type\":\"Article\",\"@id\":\"https:\/\/www.archeochiusi.it\/?p=5230#article\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\/\/www.archeochiusi.it\/?p=5230\"},\"author\":{\"name\":\"Roberto Sanchini\",\"@id\":\"https:\/\/www.archeochiusi.it\/#\/schema\/person\/97b392f4355d799fa4f36b23d96bc4b7\"},\"headline\":\"SCAVI APERTI SU CHIUSI -I\u00b0 CICLO DI INCONTRI-\",\"datePublished\":\"2024-10-14T19:41:25+00:00\",\"dateModified\":\"2024-10-14T19:43:44+00:00\",\"mainEntityOfPage\":{\"@id\":\"https:\/\/www.archeochiusi.it\/?p=5230\"},\"wordCount\":5245,\"publisher\":{\"@id\":\"https:\/\/www.archeochiusi.it\/#organization\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\/\/www.archeochiusi.it\/?p=5230#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\/\/www.archeochiusi.it\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/Chiusi-Gastaldi.jpg\",\"articleSection\":[\"Bacheca\"],\"inLanguage\":\"it-IT\"},{\"@type\":\"WebPage\",\"@id\":\"https:\/\/www.archeochiusi.it\/?p=5230\",\"url\":\"https:\/\/www.archeochiusi.it\/?p=5230\",\"name\":\"SCAVI APERTI SU CHIUSI -I\u00b0 CICLO DI INCONTRI- ArcheoChiusi\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\/\/www.archeochiusi.it\/#website\"},\"primaryImageOfPage\":{\"@id\":\"https:\/\/www.archeochiusi.it\/?p=5230#primaryimage\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\/\/www.archeochiusi.it\/?p=5230#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\/\/www.archeochiusi.it\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/Chiusi-Gastaldi.jpg\",\"datePublished\":\"2024-10-14T19:41:25+00:00\",\"dateModified\":\"2024-10-14T19:43:44+00:00\",\"breadcrumb\":{\"@id\":\"https:\/\/www.archeochiusi.it\/?p=5230#breadcrumb\"},\"inLanguage\":\"it-IT\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"ReadAction\",\"target\":[\"https:\/\/www.archeochiusi.it\/?p=5230\"]}]},{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\/\/www.archeochiusi.it\/?p=5230#primaryimage\",\"url\":\"https:\/\/www.archeochiusi.it\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/Chiusi-Gastaldi.jpg\",\"contentUrl\":\"https:\/\/www.archeochiusi.it\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/Chiusi-Gastaldi.jpg\",\"width\":525,\"height\":417},{\"@type\":\"BreadcrumbList\",\"@id\":\"https:\/\/www.archeochiusi.it\/?p=5230#breadcrumb\",\"itemListElement\":[{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":1,\"name\":\"Home\",\"item\":\"https:\/\/www.archeochiusi.it\/\"},{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":2,\"name\":\"SCAVI APERTI SU CHIUSI -I\u00b0 CICLO DI INCONTRI-\"}]},{\"@type\":\"WebSite\",\"@id\":\"https:\/\/www.archeochiusi.it\/#website\",\"url\":\"https:\/\/www.archeochiusi.it\/\",\"name\":\"ArcheoChiusi\",\"description\":\"&quot;L&#039;Archeologia \u00e8 viva&quot;\",\"publisher\":{\"@id\":\"https:\/\/www.archeochiusi.it\/#organization\"},\"potentialAction\":[{\"@type\":\"SearchAction\",\"target\":{\"@type\":\"EntryPoint\",\"urlTemplate\":\"https:\/\/www.archeochiusi.it\/?s={search_term_string}\"},\"query-input\":{\"@type\":\"PropertyValueSpecification\",\"valueRequired\":true,\"valueName\":\"search_term_string\"}}],\"inLanguage\":\"it-IT\"},{\"@type\":\"Organization\",\"@id\":\"https:\/\/www.archeochiusi.it\/#organization\",\"name\":\"ArcheoChiusi\",\"url\":\"https:\/\/www.archeochiusi.it\/\",\"logo\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\/\/www.archeochiusi.it\/#\/schema\/logo\/image\/\",\"url\":\"https:\/\/www.archeochiusi.it\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/Cattura_del_89-Aug.-13-18.21.jpg\",\"contentUrl\":\"https:\/\/www.archeochiusi.it\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/Cattura_del_89-Aug.-13-18.21.jpg\",\"width\":214,\"height\":175,\"caption\":\"ArcheoChiusi\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\/\/www.archeochiusi.it\/#\/schema\/logo\/image\/\"},\"sameAs\":[\"https:\/\/www.facebook.com\/profile.php?id=1022492701102521\"]},{\"@type\":\"Person\",\"@id\":\"https:\/\/www.archeochiusi.it\/#\/schema\/person\/97b392f4355d799fa4f36b23d96bc4b7\",\"name\":\"Roberto Sanchini\",\"image\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\/\/www.archeochiusi.it\/#\/schema\/person\/image\/\",\"url\":\"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/f2d69d06c63af870a097568fe0bd7cf8387b104ec018074a10aa15d53e4286b7?s=96&d=mm&r=g\",\"contentUrl\":\"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/f2d69d06c63af870a097568fe0bd7cf8387b104ec018074a10aa15d53e4286b7?s=96&d=mm&r=g\",\"caption\":\"Roberto Sanchini\"},\"url\":\"https:\/\/www.archeochiusi.it\/?author=14\"}]}<\/script>\n<!-- \/ Yoast SEO plugin. -->","yoast_head_json":{"title":"SCAVI APERTI SU CHIUSI -I\u00b0 CICLO DI INCONTRI- ArcheoChiusi","robots":{"index":"index","follow":"follow","max-snippet":"max-snippet:-1","max-image-preview":"max-image-preview:large","max-video-preview":"max-video-preview:-1"},"canonical":"https:\/\/www.archeochiusi.it\/?p=5230","og_locale":"it_IT","og_type":"article","og_title":"SCAVI APERTI SU CHIUSI -I\u00b0 CICLO DI INCONTRI- ArcheoChiusi","og_description":"\u00a0 &#8220;Dalla scoperta della Chiusi etrusca alle pi\u00f9 recenti indagini sul territorio&#8221; \u00a0 \u00a0 \u00a0 Relatore JACOPO TABOLLI \u00a0 \u00a0 Introduzione e saluti istituzionali di Mattia Bischeri Assessore alla Cultura, [&hellip;]","og_url":"https:\/\/www.archeochiusi.it\/?p=5230","og_site_name":"ArcheoChiusi","article_publisher":"https:\/\/www.facebook.com\/profile.php?id=1022492701102521","article_published_time":"2024-10-14T19:41:25+00:00","article_modified_time":"2024-10-14T19:43:44+00:00","og_image":[{"width":525,"height":417,"url":"https:\/\/www.archeochiusi.it\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/Chiusi-Gastaldi.jpg","type":"image\/jpeg"}],"author":"Roberto Sanchini","twitter_misc":{"Scritto da":"Roberto Sanchini","Tempo di lettura stimato":"3 minuti"},"schema":{"@context":"https:\/\/schema.org","@graph":[{"@type":"Article","@id":"https:\/\/www.archeochiusi.it\/?p=5230#article","isPartOf":{"@id":"https:\/\/www.archeochiusi.it\/?p=5230"},"author":{"name":"Roberto Sanchini","@id":"https:\/\/www.archeochiusi.it\/#\/schema\/person\/97b392f4355d799fa4f36b23d96bc4b7"},"headline":"SCAVI APERTI SU CHIUSI -I\u00b0 CICLO DI INCONTRI-","datePublished":"2024-10-14T19:41:25+00:00","dateModified":"2024-10-14T19:43:44+00:00","mainEntityOfPage":{"@id":"https:\/\/www.archeochiusi.it\/?p=5230"},"wordCount":5245,"publisher":{"@id":"https:\/\/www.archeochiusi.it\/#organization"},"image":{"@id":"https:\/\/www.archeochiusi.it\/?p=5230#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/www.archeochiusi.it\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/Chiusi-Gastaldi.jpg","articleSection":["Bacheca"],"inLanguage":"it-IT"},{"@type":"WebPage","@id":"https:\/\/www.archeochiusi.it\/?p=5230","url":"https:\/\/www.archeochiusi.it\/?p=5230","name":"SCAVI APERTI SU CHIUSI -I\u00b0 CICLO DI INCONTRI- ArcheoChiusi","isPartOf":{"@id":"https:\/\/www.archeochiusi.it\/#website"},"primaryImageOfPage":{"@id":"https:\/\/www.archeochiusi.it\/?p=5230#primaryimage"},"image":{"@id":"https:\/\/www.archeochiusi.it\/?p=5230#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/www.archeochiusi.it\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/Chiusi-Gastaldi.jpg","datePublished":"2024-10-14T19:41:25+00:00","dateModified":"2024-10-14T19:43:44+00:00","breadcrumb":{"@id":"https:\/\/www.archeochiusi.it\/?p=5230#breadcrumb"},"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"ReadAction","target":["https:\/\/www.archeochiusi.it\/?p=5230"]}]},{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/www.archeochiusi.it\/?p=5230#primaryimage","url":"https:\/\/www.archeochiusi.it\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/Chiusi-Gastaldi.jpg","contentUrl":"https:\/\/www.archeochiusi.it\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/Chiusi-Gastaldi.jpg","width":525,"height":417},{"@type":"BreadcrumbList","@id":"https:\/\/www.archeochiusi.it\/?p=5230#breadcrumb","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Home","item":"https:\/\/www.archeochiusi.it\/"},{"@type":"ListItem","position":2,"name":"SCAVI APERTI SU CHIUSI -I\u00b0 CICLO DI INCONTRI-"}]},{"@type":"WebSite","@id":"https:\/\/www.archeochiusi.it\/#website","url":"https:\/\/www.archeochiusi.it\/","name":"ArcheoChiusi","description":"&quot;L&#039;Archeologia \u00e8 viva&quot;","publisher":{"@id":"https:\/\/www.archeochiusi.it\/#organization"},"potentialAction":[{"@type":"SearchAction","target":{"@type":"EntryPoint","urlTemplate":"https:\/\/www.archeochiusi.it\/?s={search_term_string}"},"query-input":{"@type":"PropertyValueSpecification","valueRequired":true,"valueName":"search_term_string"}}],"inLanguage":"it-IT"},{"@type":"Organization","@id":"https:\/\/www.archeochiusi.it\/#organization","name":"ArcheoChiusi","url":"https:\/\/www.archeochiusi.it\/","logo":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/www.archeochiusi.it\/#\/schema\/logo\/image\/","url":"https:\/\/www.archeochiusi.it\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/Cattura_del_89-Aug.-13-18.21.jpg","contentUrl":"https:\/\/www.archeochiusi.it\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/Cattura_del_89-Aug.-13-18.21.jpg","width":214,"height":175,"caption":"ArcheoChiusi"},"image":{"@id":"https:\/\/www.archeochiusi.it\/#\/schema\/logo\/image\/"},"sameAs":["https:\/\/www.facebook.com\/profile.php?id=1022492701102521"]},{"@type":"Person","@id":"https:\/\/www.archeochiusi.it\/#\/schema\/person\/97b392f4355d799fa4f36b23d96bc4b7","name":"Roberto Sanchini","image":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/www.archeochiusi.it\/#\/schema\/person\/image\/","url":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/f2d69d06c63af870a097568fe0bd7cf8387b104ec018074a10aa15d53e4286b7?s=96&d=mm&r=g","contentUrl":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/f2d69d06c63af870a097568fe0bd7cf8387b104ec018074a10aa15d53e4286b7?s=96&d=mm&r=g","caption":"Roberto Sanchini"},"url":"https:\/\/www.archeochiusi.it\/?author=14"}]}},"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/www.archeochiusi.it\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/Chiusi-Gastaldi.jpg","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archeochiusi.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5230","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archeochiusi.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archeochiusi.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archeochiusi.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/14"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archeochiusi.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=5230"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.archeochiusi.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5230\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5232,"href":"https:\/\/www.archeochiusi.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5230\/revisions\/5232"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archeochiusi.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/5120"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archeochiusi.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=5230"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archeochiusi.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=5230"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archeochiusi.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=5230"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}