{"id":5067,"date":"2022-06-16T17:21:32","date_gmt":"2022-06-16T15:21:32","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archeochiusi.it\/?p=5067"},"modified":"2022-06-17T00:24:26","modified_gmt":"2022-06-16T22:24:26","slug":"sentire-lalfabeto-etrusco-2-3-3-2-2-2-3-2-2-2-3-3-2-3-4","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archeochiusi.it\/?p=5067","title":{"rendered":"AGLI ANTIPODI DELL\u2019ARCHEOLOGIA CHIUSINA"},"content":{"rendered":"\n<h6>\u00a0<\/h6>\n<h4 align=\"center\"><span style=\"font-size: medium;\"><i>I preparativi per la Guerra di Siena e lo spoglio di \u00abmolte anticaglie\u00bb cittadine<\/i><\/span><\/h4>\n<h1 align=\"center\"><span style=\"font-size: medium;\"><i>Ipotesi sul ruolo del futuro \u00abcardinale Montepulciano\u00bb Giovanni Ricci<\/i><\/span><\/h1>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>di ROBERTO SANCHINI<\/strong><\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p align=\"justify\">Il \u00ab<i>Cardinale Montepulciano<\/i>\u00bb, Giovanni Ricci, nacque nel 1497 a Chiusi, dove i genitori, Pierantonio, mercante di Montepulciano, e Marietta, \u00ab<i>si erano rifugiati per sfuggire alla peste e alla guerra<\/i>\u00bb. Di famiglia agiata, trasse profitto dagli insegnamenti di computisteria impartitigli dal padre per la sua ascesa sociale a Roma, alla corte d\u2019illustri prelati (i cardinali Anton Maria Ciocchi Del Monte e Alessandro Farnese) e poi all\u2019interno dell\u2019amministrazione pontificia \u00ab<i>per esser huomo che particolarmente ha molta pratica in queste cose pecuniarie dello Stato Ecclesiastico<\/i>\u00bb. Fu nominato Tesoriere generale della Camera Apostolica dopo l\u2019ascesa al soglio pontificio di Giulio III del Monte, che comunque, ritenendolo \u00ab<i>persona atta, per la celerit\u00e0 colla quale \u00e8 solito di andare e tornare<\/i>\u00bb, non rinunci\u00f2 a farlo \u00ab<i>continuamente correre in poste, hora in Spagna, hora in Francia, et in altri lochi e diversi principi<\/i>\u00bb, assegnandogli responsabilit\u00e0 amministrative e missioni diplomatiche di grande importanza per conto dello Stato o della propria casata.<\/p>\n<p align=\"justify\"><a href=\"https:\/\/www.archeochiusi.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/Cardinal_ricci.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-5073\" src=\"https:\/\/www.archeochiusi.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/Cardinal_ricci-248x300.jpg\" alt=\"\" width=\"248\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.archeochiusi.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/Cardinal_ricci-248x300.jpg 248w, https:\/\/www.archeochiusi.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/Cardinal_ricci-150x181.jpg 150w, https:\/\/www.archeochiusi.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/Cardinal_ricci-100x121.jpg 100w, https:\/\/www.archeochiusi.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/Cardinal_ricci.jpg 250w\" sizes=\"auto, (max-width: 248px) 100vw, 248px\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"justify\">Pi\u00f9 volte vicino alla tiara, come nel 1565 quando in Conclave ottenne trenta voti sui trentaquattro necessari, le fonti lo ricordano non tanto per le sue qualit\u00e0 pastorali e di fede bens\u00ec come uomo di governo integro, dotato di particolare talento per gli affari, la finanza e l\u2019amministrazione, ma anche capace di muoversi con abilit\u00e0 nelle corti europee, che lo stesso imperatore Carlo V d\u2019Asburgo giunse ad appellare \u00ab<i>carissimo e amatissimo amico<\/i>\u00bb; inoltre Ricci \u00e8 passato alla storia per le prestigiose residenze che si fece costruire e le collezioni d\u2019arte e di antichit\u00e0 con cui le abbell\u00ec, non risparmiandosi di procurare ai sovrani dell\u2019epoca arredi e servizi di valenti artisti.<\/p>\n<p align=\"justify\">Pur privo di formazione umanistica \u2013 per questo l\u2019ambasciatore spagnolo a Roma dir\u00e0 di lui: \u00ab<i>No tiene ningunas letras<\/i>\u00bb \u2013 all\u2019ombra del mecenatismo dei Farnese aveva stabilito contatti con architetti, pittori, scultori illustri e saputo circondarsi di letterati capaci di guidarlo nelle scelte artistiche, fra cui quel Giacomo Marmitta, poeta, che gli fu segretario. Ebbe, nella cerchia degli amici, intellettuali quali Giovanni Della Casa, Pietro Aretino, Paolo Manunzio, Annibal Caro e, pi\u00f9 tardi, Filippo Neri come guida spirituale.<\/p>\n<p align=\"justify\">Se a Montepulciano fece costruire il Palazzo Ricci, lungo la via omonima e a poca distanza da Piazza Grande, su progetto di Baldassarre Peruzzi, \u00e8 a Roma che si trovano le testimonianze pi\u00f9 importanti della sua committenza e nello stesso tempo della creativit\u00e0 dell\u2019architetto Nanni di Baccio Bigio, pseudonimo del fiorentino Giovanni Lippi, che fu da lui incaricato della progettazione e la ristrutturazione di vari edifici: l\u2019appartamento del Maestro di Camera di Sua Santit\u00e0 in Vaticano, divenuto in seguito la sede dell\u2019attuale Prefettura della Casa pontificia, decorato da vari artisti della cerchia del Vasari; l\u2019ex casa di Antonio Sangallo il Giovane in Via Giulia, che assieme ad altre finitime fu trasformata nel lussuoso Palazzo Ricci (propriet\u00e0 Sacchetti dal 1649); infine la villa al Pincio, con annesso giardino monumentale, divenuta famosissima dopo essere passata ai Medici, oggi sede romana dell\u2019Accademia di Francia.<\/p>\n<p align=\"justify\"><a href=\"https:\/\/www.archeochiusi.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/kor08_alinari_001f_Villa_Medici_Foto_Storica.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-5074\" src=\"https:\/\/www.archeochiusi.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/kor08_alinari_001f_Villa_Medici_Foto_Storica-300x217.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"217\" srcset=\"https:\/\/www.archeochiusi.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/kor08_alinari_001f_Villa_Medici_Foto_Storica-300x217.jpg 300w, https:\/\/www.archeochiusi.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/kor08_alinari_001f_Villa_Medici_Foto_Storica-1024x739.jpg 1024w, https:\/\/www.archeochiusi.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/kor08_alinari_001f_Villa_Medici_Foto_Storica-768x555.jpg 768w, https:\/\/www.archeochiusi.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/kor08_alinari_001f_Villa_Medici_Foto_Storica-360x260.jpg 360w, https:\/\/www.archeochiusi.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/kor08_alinari_001f_Villa_Medici_Foto_Storica-750x542.jpg 750w, https:\/\/www.archeochiusi.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/kor08_alinari_001f_Villa_Medici_Foto_Storica-400x289.jpg 400w, https:\/\/www.archeochiusi.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/kor08_alinari_001f_Villa_Medici_Foto_Storica-430x311.jpg 430w, https:\/\/www.archeochiusi.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/kor08_alinari_001f_Villa_Medici_Foto_Storica-150x108.jpg 150w, https:\/\/www.archeochiusi.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/kor08_alinari_001f_Villa_Medici_Foto_Storica-100x72.jpg 100w, https:\/\/www.archeochiusi.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/kor08_alinari_001f_Villa_Medici_Foto_Storica.jpg 1400w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"justify\">Notoriet\u00e0 ancora maggiore gli venne dalle ricche ed eterogenee collezioni che seppe creare: una quadreria con un centinaio di ritratti di uomini illustri e, tra l\u2019altro, due Hieronymus Bosch; molte antichit\u00e0, in piccola parte ereditate da Antonio da Sangallo contestualmente all\u2019acquisto della casa in Via Giulia; le predilette tavole di marmo intarsiato; gli animali, in particolare pappagalli (se ne era appassionato durante la prima missione in Spagna e amava regalarli); le piante, come le essenze rare che faceva coltivare nella villa sul Pincio; infine una gran quantit\u00e0 di oggetti esotici, quasi sempre orientali, cinesi o indiani, che aveva scoperto in Portogallo, come i vasi raffigurati da Francesco Salviati nella sala dell\u2019Udienza nel palazzo di via Giulia e soprattutto le porcellane, di cui lanci\u00f2 la moda a Roma come sostitute dell\u2019argenteria. Era molto abile ad assicurarsi i pezzi che lo interessavano e a trarne profitto. Comprava colonne di materiali pregiati, utilizzandole in parte per i suoi palazzi e cedendo ad altri quelle che non gli servivano, mentre destinava i pezzi danneggiati alle sue amate composizioni a intarsio.<\/p>\n<p align=\"justify\">Quali tracce sensibili lasci\u00f2 in Val di Chiana l\u2019attivismo del prelato, oltre al palazzo di famiglia?<\/p>\n<p align=\"justify\">Innanzitutto l\u2019erezione di Montepulciano a diocesi (10 novembre 1561), di cui il Ricci \u00e8 considerato il principale artefice assieme a Cosimo I de\u2019 Medici. Tale erezione portava a termine un lungo processo di autonomia dell\u2019antica pieve arcipretale di Santa Maria Assunta, che sin dal 1478 era stata dichiarata \u00ab<i>nullius dioecesis<\/i>\u00bb, direttamente soggetta alla Santa Sede e non pi\u00f9 al vescovo di Arezzo, con giurisdizione comprendente la facolt\u00e0 di conferire gli ordini minori e di usare le insegne episcopali estesa a tutto il territorio di Montepulciano. Per inciso: della collegiata poliziana il Nostro era divenuto arciprete nel 1533 e quando essa fu elevata al titolo di cattedrale vi esercit\u00f2 le funzioni di amministratore apostolico; assicur\u00f2 inoltre alla nuova mensa episcopale le rendite della ricca Commenda della Badia a Ruoti, prima a lui spettanti.<\/p>\n<p align=\"justify\">A Chiusi, gli oltre due lustri in cui vi ricopr\u00ec analoghe funzioni non sembra aver lasciato traccia, se non pi\u00f9 di quindici anni dopo, con la perdita di ben dodici parrocchie per effetto della nascita della diocesi poliziana; del resto sorte simile ebbe a subire quella di Arezzo. In effetti il periodo chiusino lo vide quasi sempre fuori sede, perch\u00e9 gi\u00e0 il 9 maggio 1544 era nunzio e collettore in Portogallo, incarico che lo impegn\u00f2 sino al maggio 1550 per poi vederlo tornare a Roma solo il 4 gennaio 1555, trattenuto in Spagna da impegni ulteriori. Ci\u00f2 nonostante si presume che le sue qualit\u00e0 di uomo di governo egli possa averle dimostrate anche a Chiusi, compresa la capacit\u00e0 di amministrare a distanza sapendo scegliere i propri collaboratori. Oltretutto le sue radici chianine, per nascita e residenza di famiglia, non l\u2019avranno visto sprovveduto sulle necessit\u00e0 del patrimonio della diocesi. Di sicuro lo mantenne produttivo se i suoi successori nella carica episcopale, Figliuccio Figliucci (1554-1555) e Salvatore Pacini (1558-1581), ebbero la possibilit\u00e0 di attingervi risorse per restaurare il palazzo vescovile e i poderi della Mensa vescovile, compreso il Mulino dell\u2019Astrone sotto Querce al Pino, a dispetto dei danni arrecati dalla Guerra di Siena (1552-1559) e delle conseguenze politico-economiche per la citt\u00e0, schierata fino all\u2019ultimo con la Repubblica senese. Va anche sottolineata la peculiare situazione dei beni della Mensa vescovile chiusina, estesi in parte fuori dai confini della Repubblica di Siena, sia nello Stato della Chiesa rimasto estraneo alla guerra (negli attuali comuni di\u00a0Castiglione del Lago, Citt\u00e0 della Pieve, Paciano e Panicale) sia nella Val di Chiana controllata da Montepulciano. Questa anomalia imponeva la buona gestione al nostro prelato, da fedele servitore degli interessi pontifici qual era, tanto pi\u00f9 che in un disegno di ristrutturazione territoriale, frutto delle politiche papali e di Cosimo I, i beni \u2018extra confine\u2019 andarono poi a costituire il \u2018serbatoio\u2019 a cui si attinse per formare le dotazioni patrimoniali delle nuove diocesi poliziana e, nel 1601, di Citt\u00e0 della Pieve.<\/p>\n<p align=\"justify\">Da approfondire \u00e8 il rapporto tra la presenza-assenza del vescovo Ricci a Chiusi e le ambizioni territoriali di Ascanio della Corgna, nipote di papa Giulio III (di cui lo stesso Ricci era fidato collaboratore), e futuro Marchese di Castiglione, del Chiugi e Castel della Pieve (lo divenne il 17 novembre 1563 sotto Pio IV). Gi\u00e0 nel 1550 il fratello pontefice aveva concesso a Iacopa, madre di Ascanio, a fronte di un prestito, i territori del Chiugi perugino, Castiglione del Lago, Montalera, Montecolognola e Bastia, ma il nuovo papa Paolo IV con la bolla <i>Iniunctum nobis desuper<\/i> (14 luglio 1555) invalid\u00f2 le alienazioni delle propriet\u00e0 ecclesiastiche ordinandone l&#8217;immediata restituzione alla Chiesa. Nel frattempo le ambizioni di Ascanio della Corgna su Chiusi ed il suo lago erano state frustrate una prima volta nel 1552, quando all\u2019occupazione della citt\u00e0 segu\u00ec il suo pronto rilascio impostogli dal Pontefice suo zio, e una seconda volta il 23 marzo 1554, con il tentativo di impadronirsi della piazzaforte con l\u2019inganno trasformatosi in una clamorosa sconfitta &#8211; la maggiore subita dai Medicei nel corso della Guerra di Siena (la cosidetta \u00ab<i>Pasqua di sangue chiusina<\/i>\u00bb) &#8211; e un\u2019umiliante cattura. Le trattative condotte dai cardinali Farnese, Gualtiero e Del Monte per la sua liberazione si protrassero dal 19 maggio al 10 dicembre 1554, quando al della Corgna, tradotto in Francia dopo un fallito tentativo di fuga, fu permesso di rientrare a Roma, a condizione di non prendere parte ad azioni belliche, almeno temporaneamente, e di tornare oltralpe se lo avesse richiesto il re Enrico II, che ne aveva protratto il rilascio perch\u00e9 memore delle \u00ab<i>tante sorte di disservitii<\/i>\u00bb procuratigli dal capitano perugino.<\/p>\n<p align=\"justify\">Queste vicende coincidono con il momento centrale e finale dell\u2019episcopato Ricci a Chiusi e con il papato di Giulio III del Monte. Intanto, oltre ad assolvere al meglio le sue funzioni di Tesoriere generale della Camera Apostolica e gli ulteriori incarichi amministrativi e diplomatici affidatigli anche per conto della casata del Monte, Giovanni Ricci era impegnato a edificare il suo appartamento nel complesso dei palazzi vaticani, attuale sede della Prefettura della Casa pontificia, quindi a ricavare il sontuoso Palazzo Ricci, oggi Sacchetti, ristrutturando e ampliando le abitazioni contigue e gli spazi inedificati che aveva acquistato a pi\u00f9 riprese, a partire dall\u2019estate 1552.<\/p>\n<p align=\"justify\">Nella stessa estate cominciarono a Chiusi i primi interventi per potenziare le difese cittadine ordinati dal Commissario senese dopo che il comandante in capo francese in Siena, Cav. Paolo di Labarthe Signore di Termes, aveva rilevato la loro debolezza, gi\u00e0 palese nella planimetria delle fortificazioni della citt\u00e0 ora conservata nel Gabinetto disegni e stampe delle Gallerie degli Uffizi, disegnata nel 1529 da Baldassarre Peruzzi nell\u2019ambito di un incarico che tra le varie localit\u00e0 lo aveva visto occuparsi anche del rafforzamento con bastioni delle mura di Torrita di Siena. Tuttavia, a distanza di un quarto di secolo gli interventi che il celebre architetto aveva proposto erano rimasti sulla carta ed altri si occuparono di tali difese, tenendo conto delle ristrettezze finanziarie della Comunit\u00e0 locale e poi della citt\u00e0 dominante, quando nel 1554 essa si decise ad intervenire con proprie risorse accogliendo le ripetute richieste delle magistrature locali. In particolare vi lavor\u00f2 uno specialista dell\u2019ingegneria militare, il senese Giovanni Battista Pelori, che gi\u00e0 alla fine del 1552 aveva \u00abdisegnato nel campo del magnifico Antonio della Ciaia, verso Borgo a Pacciano, il luogo dove si pu\u00f2 fortificare la nostra citt\u00e0\u00bb, come si legge in una delibera del Consiglio Generale comunitativo dell\u201911 novembre di quell\u2019anno. Lo stesso Pelori effettu\u00f2 sopralluoghi, ulteriori rilievi e disegni ancora nell\u2019ottobre 1553 e nel marzo 1554. Un mese prima la citt\u00e0 era stata inserita nell\u2019elenco delle sedici roccaforti da mantenere in caso di invasione, anche perch\u00e9 a Chiusi\u00a0\u00ab<i>la muraglia era stata accresciuta per dominare il terreno esterno\u00bb e \u00abfurono costruiti estesi bastioni in terrapieno<\/i>\u00bb. Si tratt\u00f2 dunque di interventi che richiesero consistenti movimenti di terra ed il ricorso a quantitativi non marginali di pietre e mattoni, forse anche di legnami, che fu possibile reperire all\u2019interno della citt\u00e0 e nei suoi sobborghi.<\/p>\n<p align=\"justify\">Scrive infatti sul finire del secolo Jacomo Gori da Sinalunga, che da molti anni era Medico della citt\u00e0, in un manoscritto pubblicato nel primo tomo del <i>Rerum Italicarum Scriptores<\/i> di Ludovico Antonio Muratori: <i>\u00ab\u2026 Questa Citt\u00e0 al presente \u00e8 ridotta in piccolo sito per essere stata desolata tante volte, come abbiamo detto di sopra; Gran parte della Citt\u00e0 \u00e8 quasi vota, e dove erano gi\u00e0 alcuni antichi edifizi vi sono al presente vigne, orti, e piazze, oltre a molte case, che furno scaricate dalli Franzesi l\u2019anno 1554, per fortificare allora maggiormente la Citt\u00e0, e levare gli ostacoli alla Fortezza<\/i>\u00bb. La notizia fa paio con l\u2019altra riferita da Emanuele Repetti nel primo volume del suo <i>Dizionario Geografico Fisico Storico della Toscana<\/i>: \u00ab<i>La distruzione dei suburbj e di alcune case presso Chiusi, ad oggetto di facilitare la difesa della rocca e rendere meno accessibile la citt\u00e0 ai nemici, devesi ai preparativi guerreschi fatti nel 1553 e 1554 dalla Rep. Senese<\/i>\u00bb.<\/p>\n<p align=\"justify\">Le nuove opere di fortificazione interessarono aree prossime alle porte cittadine, concentrandosi in particolare nella parte alta del medievale Borgo Pacciano, dove a prevalere ormai erano gli spazi agricoli, ancora piuttosto frazionati: la zona che la storia ci ha poi consegnato col nome I Forti proprio per la presenza di tali opere, demolite sul finire del XVIII secolo. \u00c8 qui, dove ora sono il l\u2019ex ospedale, il Teatro Mascagni, il parco comunale ed il parcheggio, che Baldassarre Peruzzi segnala la presenza di un \u00ab<i>Monte che\u00a0<\/i><i>fa cavaliere contra ala cipta<\/i>\u00bb evidentemente anche nelle intenzioni di questo progettista destinato a costituire il nucleo strategico delle difese del settore della citt\u00e0 rivolto verso il Passo delle Chiane; disegnata nei pressi troviamo anche la chiesa di Sant\u2019Antonio, che sappiamo demolita (\u00ab<i>scaricata<\/i>\u00bb) proprio in occasione della guerra.<\/p>\n<p align=\"justify\"><a href=\"https:\/\/www.archeochiusi.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/Chiusi-Ruggeri-veduta-1650-ca-scaled.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-large wp-image-5079\" src=\"https:\/\/www.archeochiusi.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/Chiusi-Ruggeri-veduta-1650-ca-1024x379.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"379\" srcset=\"https:\/\/www.archeochiusi.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/Chiusi-Ruggeri-veduta-1650-ca-1024x379.jpg 1024w, https:\/\/www.archeochiusi.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/Chiusi-Ruggeri-veduta-1650-ca-300x111.jpg 300w, https:\/\/www.archeochiusi.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/Chiusi-Ruggeri-veduta-1650-ca-768x284.jpg 768w, https:\/\/www.archeochiusi.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/Chiusi-Ruggeri-veduta-1650-ca-1536x569.jpg 1536w, https:\/\/www.archeochiusi.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/Chiusi-Ruggeri-veduta-1650-ca-2048x758.jpg 2048w, https:\/\/www.archeochiusi.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/Chiusi-Ruggeri-veduta-1650-ca-360x133.jpg 360w, https:\/\/www.archeochiusi.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/Chiusi-Ruggeri-veduta-1650-ca-750x278.jpg 750w, https:\/\/www.archeochiusi.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/Chiusi-Ruggeri-veduta-1650-ca-400x148.jpg 400w, https:\/\/www.archeochiusi.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/Chiusi-Ruggeri-veduta-1650-ca-430x159.jpg 430w, https:\/\/www.archeochiusi.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/Chiusi-Ruggeri-veduta-1650-ca-150x56.jpg 150w, https:\/\/www.archeochiusi.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/Chiusi-Ruggeri-veduta-1650-ca-100x37.jpg 100w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"justify\">La zona dei Forti assume una particolare evidenza nell\u2019ambito di quella che si deve dedurre fosse l\u2019immagine della citt\u00e0 di Chiusi al termine della Guerra di Siena, cio\u00e8 non molto dissimile da quella raffigurata da Antonio Ruggeri attorno alla met\u00e0 del XVII secolo in un disegno conservato nella Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze. La vista \u00e8 da occidente e ruderi di mura o di altre costruzioni risultano presenti a valle della Rocca e a monte della viabilit\u00e0 che usciva da Porta S. Pietro in direzione nord, e appunto, in modo pi\u00f9 articolato e imponente, all\u2019altezza dei Forti e di quello che doveva essere il \u00ab<i>Monte che fa cavaliere contra ala cipta<\/i>\u00bb, dove strutture di pi\u00f9 epoche si sovrappongono formando una specie di massiccio fortilizio. La documentazione archeologica successiva alla spoliazione del circuito murario cittadino (tardo XVIII sec.) consente di associare i ruderi del disegno a ritrovamenti di pavimenti a mosaico e sculture marmoree, di vasche, cisterne e condotte d\u2019acqua, che hanno fatto ipotizzare la presenza di antiche terme o di altri importanti edifici pubblici o privati in loc. Violella e nell\u2019area dei Forti. Scoperte analoghe di resti monumentali di et\u00e0 romana sono state segnalate pure in altre zone della citt\u00e0 e della campagna, si pensi agli scavi recenti nell\u2019Orto Golini e in Piazza del Comune, a quelli novecenteschi sotto a S. Maria Novella, in Via Mecenate e Via della Misericordia, e, risalendo all\u2019Ottocento, ancora in Piazza del Comune, a Montevenere, a Giovancorso e nell\u2019Orto Vescovile.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\" align=\"justify\"><a href=\"https:\/\/www.archeochiusi.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/Atleta-001.jpeg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-large wp-image-5080\" src=\"https:\/\/www.archeochiusi.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/Atleta-001-422x1024.jpeg\" alt=\"\" width=\"422\" height=\"1024\" srcset=\"https:\/\/www.archeochiusi.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/Atleta-001-422x1024.jpeg 422w, https:\/\/www.archeochiusi.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/Atleta-001-124x300.jpeg 124w, https:\/\/www.archeochiusi.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/Atleta-001-633x1536.jpeg 633w, https:\/\/www.archeochiusi.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/Atleta-001-360x874.jpeg 360w, https:\/\/www.archeochiusi.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/Atleta-001-400x971.jpeg 400w, https:\/\/www.archeochiusi.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/Atleta-001-430x1044.jpeg 430w, https:\/\/www.archeochiusi.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/Atleta-001-150x364.jpeg 150w, https:\/\/www.archeochiusi.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/Atleta-001-100x243.jpeg 100w, https:\/\/www.archeochiusi.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/Atleta-001.jpeg 659w\" sizes=\"auto, (max-width: 422px) 100vw, 422px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\" align=\"justify\"><em>Foto: Davide Zingaretti\u00a0 Statua dai Forti, attualmente pronao M.N.E.C.<\/em><\/p>\n<p align=\"justify\">Dei ritrovamenti della Chiusi romana via via avvenuti nel corso dei secoli questi sono solo esempi che per tipologia e qualit\u00e0 dei reperti potrebbero aver alimentato e soddisfatto l\u2019interesse di Giovanni Ricci anche quand\u2019era \u2018solo\u2019 un alto funzionario pontificio e vescovo \u2018fuori sede\u2019 di Chiusi, ma pur sempre attento attraverso i suoi collaboratori in loco alle necessit\u00e0 dell\u2019istituzione a cui era preposto e sue private. La mancanza di conferme al riguardo non deve stupire, non \u00e8 una novit\u00e0 per l\u2019epoca, se lo stesso si pu\u00f2 dire dell\u2019esatto destino e delle caratteristiche di tutte le \u00ab<i>molte anticaglie<\/i>\u00bb che al tempo in cui scrive Jacomo Gori, alla fine del XVI sec., avevano gi\u00e0 lasciato la citt\u00e0.<\/p>\n<p align=\"justify\">\u00ab<i>Non vi sono al presente molte anticaglie, perch\u00e9 nelle rovine che sono state fatte di essa Citt\u00e0, furno portate la maggior parte a Roma, ed in altri luoghi, &amp; alcune son restate sotto terra, delle quali si trova tuttavia qualcuna, e poco tempo fa furno trovate certe Statue di marmo, quali furno mandate a Siena, &amp; un Lucumone di metallo di mezzo braccio in circa, quale fu mandato al Serenissimo Gran Duca di Toscana. Vi sono al presente certi bagni antichi nella Rocca, &amp; alcuni ne sono nel Giardino gi\u00e0 del Cavalier Deifebo Dei<\/i>\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\" align=\"justify\">(J. Gori, <i>Istoria della Citt\u00e0 di Chiusi in Toscana dall\u2019anno DCCCCXXXVI al MDXCV<\/i>)<\/p>\n<p align=\"justify\">L\u2019apparente scarsa dovizia di antichit\u00e0 \u00e8 spiegata dall\u2019autore col trasporto \u00abla maggior parte a Roma, ed in altri luoghi\u00bb delle \u00ab<i>anticaglie<\/i>\u00bb presenti o emerse dagli scavi, di cui doveva avere conoscenza diretta o appresa da documenti potuti consultare \u00ab<i>favorendolo certi Letterati di essa Citt\u00e0<\/i>\u00bb; inoltre, lui che durante la sua lunga permanenza a Chiusi era stato testimone oculare del prima e del dopo di quel sistematico saccheggio, ci offre informazioni utili a comprendere la natura dei reperti spoliati e i relativi possibili contesti di provenienza, al netto delle fantasie erudite che gli fecero immaginare Porsenna come committente anche di queste opere.<\/p>\n<p align=\"justify\">\u00ab<i>\u2026 Vi fece fare ancora alcune piazze e pavimenti delle quali erano fatte a musaico come in alcuni luoghi si vedevano pubblicamente al tempo mio e particolarmente ve n\u2019era in una piazzetta non molto lontana dalla chiesa di S. Francesco dei frati conventuali\u2026<\/i>\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\" align=\"justify\">(J. Gori, <i>Istoria della Citt\u00e0 di Chiusi in Toscana<\/i>, passo non edito dal Muratori, trascrizione di F. Fabrizi)<\/p>\n<p align=\"justify\">Persino quando introduce nella narrazione quello che a suo dire sarebbe stato lo straordinario dono fatto da Porsenna a Tarquinio il Superbo, suo ospite, per consolarlo della cacciata da Roma, rimane il dubbio che quanto descrive abbia comunque un fondamento di realt\u00e0, la realt\u00e0 di uno stato dei luoghi a lui preesistente gi\u00e0 interpolata dal documento da cui attinse, da lui definito \u00ab<i>un poca di cronaca quale mi fu mostrata in<\/i> <i>Chiusi dalla quale cavai poche cose per essere stracciata, et quasi tutta consumata<\/i>\u00bb. Il dono in questione era \u00ab<i>un suo luogo bellissimo domandato allora valle Buta, quale era dentro la citt\u00e0 luogo fertile, et ameno, pieno di giardini, di fonti, di Bagni, di Statue, di boschetti, et d\u2019altri belli ornamenti, et cinto di mura intorno. [\u2026] Questa valle \u00e8 hoggi vicina alle mura della citt\u00e0 per essere stato Chiusi per molta ruina ridotto in poco sito et forte, et per andare a questa valle s\u2019escie a quella porta che va verso Perugia. Questa valle \u00e8 al presente contigua al giardino del Sig. Deio Dei quale fu gi\u00e0 cinto di mura dal Cavalier Deifebo suo zio, dentro del quale vi sono certi Bagni antichi, et dal vulgo questa valle al presente si chiama la valle del Botusso\u2026<\/i>\u00bb.<\/p>\n<p align=\"justify\">Lo stupore e, diciamo pure, l\u2019ammirazione per quella che appare una brillante trovata scenica del Gori nel presentare la valle del Botusso ben presto sfumano se consideriamo tutta una serie di indizi, a cominciare dalla sua identificazione con il \u00ab<i>Campo degli orefici<\/i>\u00bb dove le fonti ottocentesche riferiscono di frequenti ritrovamenti, specie dopo ogni pioggia, di gioielli, medaglie e pietre incise, e poi per la presenza in corrispondenza del suo crinale occidentale della grande domus o prestigioso edificio pubblico di Via dei Longobardi, forse costruito su pi\u00f9 livelli; per concludere si aggiunge la presenza di un\u2019importante viabilit\u00e0 di fondovalle che usciva dalla porta verso Perugia nel medioevo nominata di S. Silvestro, con un ponte o meglio viadotto e collegava la citt\u00e0 alla zona portuale su <i>Clanis<\/i>, lungo la quale si allineavano alcune delle pi\u00f9 importanti necropoli della Chiusi etrusca e, si deve dedurre, anche i complessi cimiteriali romani, fra cui ovviamente va compresa, lungo la stessa direttrice, la catacomba di S. Mustiola. Va segnalata anche la presenza lungo tale itinerario di una delle tre fonti pubbliche della citt\u00e0 ancora nel XVII secolo: la Fonte Durella, descritta come quella che forniva l\u2019acqua di miglior qualit\u00e0.<\/p>\n<p align=\"justify\">Appare chiara dai passi riportati la natura prevalente delle \u00ab<i>anticaglie<\/i>\u00bb trasportate lontano, vale a dire macerie di edifici, anche di pregio, fra cui dobbiamo immaginare le colonne, gi\u00e0 nella tarda antichit\u00e0 e nel Medioevo oggetto di riutilizzo a Chiusi nella Cattedrale di S. Secondiano e, stando alle fonti, anche nelle chiese di S. Mustiola, demolita sul finire del Settecento, e di S. Marta, oggi S. Maria Novella, profondamente ristrutturata e ridotta ad un\u2019unica navata, delle tre originarie, dopo che nel 1611, minacciando rovina, era stata concessa alla Comunit\u00e0 e quindi affidata allo Spedale di S. Maria.<\/p>\n<p align=\"justify\">L\u2019affidabilit\u00e0 di Jacomo Gori come fonte di validi indizi per la ricostruzione della storia pi\u00f9 misconosciuta dell\u2019archeologia chiusina sembra dunque valere anche per la parte iniziale della sua opera, quella che Antonio Ludovico Muratori aveva ritenuto inopportuno pubblicare perch\u00e9 \u00ab<i>abbiam giudicato espediente di togliere alcunch\u00e9 a principio, come troppo favoloso, e alle menzogne di finti Scrittori appoggiato<\/i>\u00bb.<\/p>\n<p align=\"justify\">Le sue parole aggiungono dettagli preziosi sul tessuto antico della citt\u00e0 al suo tempo, ma anche sui primi passi della nascente \u201c<i>etruscheria<\/i>\u201d.<\/p>\n<p align=\"justify\">Foto: Roberto Sanchini \u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\" align=\"justify\">Ritratto di Augusto &#8220;velato capite&#8221; da Orto Vescovile (Museo Nazionale Etrusco di Chiusi)<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\" align=\"justify\"><a href=\"https:\/\/www.archeochiusi.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/Agusto-velato.jpeg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-5083\" src=\"https:\/\/www.archeochiusi.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/Agusto-velato-225x300.jpeg\" alt=\"\" width=\"225\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.archeochiusi.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/Agusto-velato-225x300.jpeg 225w, https:\/\/www.archeochiusi.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/Agusto-velato-768x1024.jpeg 768w, https:\/\/www.archeochiusi.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/Agusto-velato-1152x1536.jpeg 1152w, https:\/\/www.archeochiusi.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/Agusto-velato-360x480.jpeg 360w, https:\/\/www.archeochiusi.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/Agusto-velato-750x1000.jpeg 750w, https:\/\/www.archeochiusi.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/Agusto-velato-400x533.jpeg 400w, https:\/\/www.archeochiusi.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/Agusto-velato-430x573.jpeg 430w, https:\/\/www.archeochiusi.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/Agusto-velato-150x200.jpeg 150w, https:\/\/www.archeochiusi.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/Agusto-velato-100x133.jpeg 100w, https:\/\/www.archeochiusi.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/Agusto-velato.jpeg 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 225px) 100vw, 225px\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"justify\">\u00c8 il caso delle notizie sul ritrovamento da \u00abpoco tempo\u00bb di \u00ab<i>certe Statue di marmo, quali furno mandate a Siena, &amp; un Lucumone di metallo di mezzo braccio in circa, quale fu mandato al Serenissimo Gran Duca di Toscana<\/i>\u00bb trovano puntuale riscontro in due lettere dell\u2019Archivio Storico di Chiusi del 23 e 29 maggio 1574 per le \u00ab<i>statue<\/i>\u00bb ed in quella datata \u00ec 24 maggio 1588 indirizzata dal Capitano di Giustizia di Siena, Lorenzo Usimbardi, al Primo Segretario del Granduca di Toscana Ferdinando I de\u2019 Medici, che appunto cos\u00ec esordiva: \u00ab<i>M. Francesco Pasci Cancelliere della Comunit\u00e0 di Chiusi et il quale f\u00f9 Cancelliere delli visitatori delle Maremme m\u2019avvis\u00f2 due giorni sono trovarsi nelle mani d\u2019un Ser Lelio Pavolozi a Chiusi una bella statua d\u2019un hercole per quell\u2019appareva d\u2019oro, et anchora una Medaglia, havute da un Contadino<\/i>\u00bb.<\/p>\n<p align=\"justify\">Anche di recente scarichi pertinenti a lussuosi edifici di et\u00e0 tardo-repubblicana e imperiale hanno restituito marmi di provenienza greca, africana, mediorientale e italiana, che pure potremmo immaginare in opera nelle tavole e negli arredi intarsiati che furono il vanto e la specializzazione di Giovanni Ricci, tanto pi\u00f9 che all\u2019epoca del suo episcopato a Chiusi, egli non poteva avvalersi del privilegio di poter ordinare e dirigere scavi archeologici in tutta la citt\u00e0 di Roma, che gli fu concesso solo nel 1569 da Papa Pio V, e neppure delle opportunit\u00e0 di acquisti offertegli dall\u2019esercizio del suo ufficio di commissario per il risarcimento delle strade di Roma, nonch\u00e9 per i porti, fiumi e fonti dello Stato della Chiesa, incarico conferitogli ancora da Pio V.<\/p>\n<p align=\"justify\">\u00c8 fonte di curiosit\u00e0 la notizia che solo cinque giorni dopo l\u2019elezione sul soglio pontificio di Paolo IV Carafa, di cui il cardinale di Montepulciano era stato il pi\u00f9 autorevole avversario in conclave, la Camera Apostolica abbia concesso a \u00ab<i>monsignor Flaminio Filiuccio vescovo di Chiusi<\/i>\u00bb, fresco successore del Ricci alla guida della diocesi, la licenza di scavare \u00ab<i>circum circa vineam quam habet in monte Aventino<\/i>\u00bb. Due le ipotesi: o il Vescovo di Chiusi, che intendeva restaurare l\u2019episcopio, and\u00f2 a cercare a Roma, in una sua propriet\u00e0, i materiali di pregio da utilizzare nell\u2019intervento, o aveva inoltrato la richiesta su sollecitazione del suo predecessore, nel cui interesse nell\u2019occasione agiva immaginando gi\u00e0 il Cardinale le difficolt\u00e0 innanzitutto economiche che avrebbe incontrato durante il pontificato del suo avversario Carafa, proprio mentre doveva completare il palazzo di Via Giulia. Entrambe rendono ancor pi\u00f9 verosimile l\u2019idea che l\u2019episcopato di Giovanni Ricci abbia consentito a quest\u2019ultimo di soddisfare con le \u00ab<i>molte anticaglie<\/i>\u00bb di Chiusi le proprie esigenze di collezionista e di costruttore di lussuose residenze senza doversi rivolgere oltremodo al normale mercato antiquario cos\u00ec fiorente a Roma. Si pu\u00f2 inoltre ritenere che la spoliazione delle rovine sia avvenuta in misura tale che non solo dopo mezzo secolo Jacomo Gori poteva descrivere la citt\u00e0 vuota della maggior parte delle antichit\u00e0, ma anche consentire oggi a noi di affermare che essa fosse stata gi\u00e0 completata al momento del subentro del successore. Non \u00e8 un caso che ad aver restituito preziose testimonianze della citt\u00e0 antica sono in special modo i luoghi interessati direttamente o indirettamente dai lavori di fortificazione durante la Guerra di Siena, comprese le ampie zone vuote dentro al centro storico che gi\u00e0 alla fine del Cinquecento risultavano occupate da vigne, orti e piazze e non pi\u00f9 dai vecchi palazzi e dalle case \u00ab<i>che furno scaricate dalli Franzesi l\u2019anno 1554<\/i>\u00bb.<\/p>\n<p align=\"justify\">Un\u2019annotazione infine: se l\u2019illustre poliziano \u00e8 personaggio di rilievo per la Storia dell\u2019Arte e quella del Papato, nel mondo dell\u2019archeologia non ha goduto di buona fama, come dimostrano le parole di Rodolfo Lanciani: \u00ab<i>Nello spianare il colle per l\u2019adattamento della nuova villa alla Trinit\u00e0<\/i> (la futura Villa Medici, n.d.r.)<i>, i Ricci e<\/i> <i>il loro architetto Lippi arrecarono danni irreparabili alle fabbriche degli orti Aciliani, e specialmente al ninf\u00e9o rotondo, che coronava il colle nel sito del presente \u201cParnaso\u201d\u2026<\/i>\u00bb. E ancora: \u00ab<i>\u2026 io sono sicuro che una parte considerevole della somma di 250 mila scudi da lui spesa nel palazzo Ricci, nel palazzo Sangallo \u2013 Ceuli \u2013 Sacchetti, e nel casino della Trinit\u00e0 rappresenti appena il prezzo dei marmi di scavo coi quali le tre residenze e la cappella gentilizia in San Pietro in Montorio furono decorate<\/i>\u00bb.<\/p>\n<p align=\"center\">******<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong>BIBLIOGRAFIA<\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\">Gualandi M., <i>Nuova raccolta di lettere sulla pittura, scultura ed architettura scritte da&#8217; pi\u00f9 celebri personaggi dei secoli XV a XIX<\/i>, Bologna 1844<\/p>\n<p align=\"justify\">M\u00fcntz E<i>., Les collections d&#8217;antiques form\u00e9es par les M\u00e9dicis au XVIe si\u00e8cle<\/i>, in <i>M\u00e9moires de l&#8217;Institut national de France<\/i>, tomo 35, 2a parte, Parigi 1896<\/p>\n<p align=\"justify\">Trapani L., <i>Gli Usimbardi, da Colle a Firenze: un ritorno alle origini? Genealogia e ascesa della famiglia Usimbardi<\/i>, estratto da <i>Miscellanea Storica della Valdelsa<\/i> &#8211; Periodico semestrale della Societ\u00e0 Storica della Valdelsa, 2016\/2 ~ a. 122 n. 331<\/p>\n<p align=\"justify\">Sozzini A., <i>Diario delle cose avvenute in Siena dal 30 Luglio 1550 al 28 Giugno 1555 con altre narrazioni e documenti relativi alla caduta di quella repubblica<\/i>, in <i>Archivio Storico Italiano<\/i>, tomo II, Firenze 1842<\/p>\n<p align=\"justify\">Dacos N., <i>Artisti stranieri a Roma nel \u2019500<\/i>, in C. Bossu &#8211; W. Bracke &#8211; C. Leporati (a cura di), <i>Il decoro di palazzo Ricci-Sacchetti<\/i>, Milano 2016<\/p>\n<p align=\"justify\">Martin J. M., <i>Un grand b\u00e2tisseur de la Renaissance : le cardinal Giovanni Ricci de Montepulciano (1497-1574)<\/i>, in: <i>M\u00e9langes de l&#8217;Ecole fran\u00e7aise de Rome. Moyen-Age, Temps modernes<\/i>, tome 86, n\u00b01. 1974. pp. 251-275 &#8211; https:\/\/www.persee.fr\/doc\/mefr_0223-5110_1974_num_86_1_2308<\/p>\n<p align=\"justify\">Piccolomini P., <i>Documenti fiorentini sull\u2019eresia in Siena durante il secolo XVI (1559-1570)<\/i>, in <i>Bullettino senese di storia patria<\/i>, XVII (1910), pp. 159-199<\/p>\n<p align=\"justify\">Jedin H., <i>Kardinal Giovanni Ricci (1497-1574)<\/i>, in <i>Miscellanea Pio Paschini<\/i>, II, in <i>Lateranum<\/i>, n.s., XV (1949), pp. 269-358<\/p>\n<p align=\"justify\">von Pastor L., <i>Storia dei papi<\/i>, V-IX, Roma 1950-1964<\/p>\n<p align=\"justify\">Catoni G., <i>L\u2019archivio Ricci Paracciani di Montepulciano<\/i>, in <i>Archivio storico italiano<\/i>, CXXV (1967), pp. 381-391<\/p>\n<p align=\"justify\">de Witte C. M. (a cura di), <i>La correspondance despremiers nonces permanents au Portugal 1532-1553<\/i>, I, <i>Introdu\u00e7\u00e3o<\/i>, Lisboa 1986, pp. 133-328<\/p>\n<p align=\"justify\">Deswarte-Rosa S., <i>Le cardinal G. R. de Montepulciano<\/i>, in Chastel A. &#8211; P. Morel (a cura di), <i>La Villa M\u00e9dicis<\/i>, II, Rome 1991, pp. 110-170<\/p>\n<p align=\"justify\">Cipparrone A., <i>Il pittore e il cardinale: Antonio Campelo e G. R. da Montepulciano nella Roma del Cinquecento<\/i>, in <i>Ricerche di storia dell\u2019arte<\/i>, C (2010), pp.61-74<\/p>\n<p align=\"justify\">Lanciani R., <i>Storia degli scavi di Roma e notizie intorno le collezioni romane di antichit\u00e0<\/i>, vol. III, Roma 1907<\/p>\n<p align=\"justify\">Deswarte-Rosa S., <i>Le cardinal Ricci et Philippe II : cadeaux d&#8217;oeuvres d&#8217;art et envoi d&#8217;artistes<\/i>, in: <i>Revue de l&#8217;Art<\/i>, 1990, n\u00b088. pp. 52-63 &#8211; https:\/\/www.persee.fr\/doc\/rvart_0035-1326_1990_num_88_1_347836<\/p>\n<p align=\"justify\">Benci S., <i>Storia della Citt\u00e0 di Montepulciano<\/i>, Firenze 1641<\/p>\n<p align=\"justify\">Bersotti G., <i>Storia di Chiusi dall\u2019et\u00e0 comunale alla II guerra mondiale<\/i>, Chiusi 1989<\/p>\n<p align=\"justify\">Macchioni B., <i>La descrizzione della famiglia Cilnea<\/i>, Roma 1699<\/p>\n<p align=\"justify\">Fabrizi F., <i>Chiusi. Il labirinto di Porsenna, leggenda e realt\u00e0<\/i>, Cortona 1987<\/p>\n<p>Fabrizi F., <i>Il labirinto di Chiusi. Storia &#8211; scavi &#8211; esplorazioni<\/i>, Cortona 2001<\/p>\n<p align=\"justify\">Borghi R., <i>Citt\u00e0 romane, 6 &#8211; Chiusi<\/i>, XIV supplemento di <i>Atlante tematico di topografia antica<\/i>, Roma 2002<\/p>\n<p align=\"justify\">Barni E. \u2013 Bersotti G., <i>La diocesi di Chiusi<\/i>, Chiusi 1999<\/p>\n<p align=\"justify\">Bischeri M. &#8211; Lottarini F. &#8211; Meloni I., <i>I Forti a Chiusi. Un luogo strategico della citt\u00e0 dall\u2019Et\u00e0 del Bronzo ad oggi<\/i>, Firenze 2020<\/p>\n<p align=\"justify\">Cipriani G., <i>Il mito etrusco nel rinascimento fiorentino<\/i>, Firenze 1980<\/p>\n<p align=\"justify\">Sanchini R., <i>Ricordo di una mostra: \u201cI Romani di Chiusi\u201d (18 Luglio \u2013 30 Settembre 1987)<\/i>, in <i>Bollettino del Gruppo Archeologico \u201cCitt\u00e0 di Chiusi\u201d<\/i>, Chiusi 1988<\/p>\n<p align=\"justify\">Sanchini R., <i>Chiusi nel XII secolo<\/i>, in Reali F. (a cura di), <i>Graziano da Chiusi e la sua opera. Alle origini del diritto comune europeo<\/i>, Chiusi 2009<\/p>\n<p align=\"justify\">Boyer F., <i>Les antiques de la villa M\u00e9dicis du XVIe au XVIIIe si\u00e8cle<\/i>, in: <i>Comptes rendus des s\u00e9ances de l&#8217;Acad\u00e9mie des Inscriptions et Belles-Lettres<\/i>, 73\u1d49 ann\u00e9e, N. 1, 1929. pp. 55-62 &#8211; https:\/\/www.persee.fr\/doc\/crai_0065-0536_1929_num_73_1_75713<\/p>\n<p align=\"justify\">Boyer F., <i>Les antiques et le mus\u00e9e de portraits du cardinal Ricci de Montepulciano<\/i>. In: <i>Comptes rendus des s\u00e9ances de l&#8217;Acad\u00e9mie des Inscriptions et Belles-Lettres<\/i>, 76\u1d49 ann\u00e9e, N. 1, 1932. pp. 44-52 &#8211; https:\/\/www.persee.fr\/doc\/crai_0065-0536_1932_num_76_1_76145<\/p>\n<p align=\"justify\">Gamurrini G. F., <i>Delle recenti scoperte e della cattiva fortuna dei monumenti antichi in Etruria<\/i>, in <i>Nuova Antologia di Scienze, Lettere ed Arti<\/i>, vol. VIII, Firenze 1868, pp. 170-179<\/p>\n<p align=\"justify\">Paolucci G. (a cura di), <i>Archeologia in Valdichiana<\/i>, Roma 1988<\/p>\n<p align=\"justify\">Paolucci G. (a cura di), <i>I Romani di Chiusi<\/i>, Roma 1988<\/p>\n<p align=\"justify\">Paolucci G., <i>Documenti e memorie sulle antichit\u00e0 e il Museo di Chiusi<\/i>, Pisa &#8211; Roma 2005<\/p>\n<p align=\"justify\">Gori J<i>., Istoria della Citt\u00e0 di Chiusi in Toscana dall&#8217; anno DCCCCXXXV\u00ce al MDXCV<\/i>, in Muratori L. A. (a cura di), <i>Rerum italicarum scriptores<\/i>, Tomo I, Firenze 1748<\/p>\n<p align=\"justify\">Consalvo J., <i>Il cardinale Ricci \u201cIl Montepulciano\u201d<\/i>, in <i>News \u2013 Art. Notizie dal mondo dell\u2019Arte<\/i>, gennaio 2019, con bibliografia &#8211; https:\/\/news-art.it\/news\/giovanni-ricci&#8211;il-montepulciano.htm<\/p>\n<p align=\"justify\">Fragnito G., <i>Ricci, Giovanni<\/i>, in <i>Dizionario Biografico degli Italiani<\/i> \u2013 Vol. 87 (2016) &#8211; https:\/\/www.treccani.it\/enciclopedia\/giovanni-ricci_%28Dizionario-Biografico%29\/<\/p>\n<p align=\"justify\">Fosi Polverini I., <i>Della Cornia, Ascanio<\/i>, in <i>Dizionario Biografico degli Italiani<\/i> &#8211; Vol. 36 (1988) &#8211; https:\/\/www.treccani.it\/enciclopedia\/ascanio-della-cornia_%28Dizionario-Biografico%29\/<\/p>\n<p align=\"justify\">Brunelli G., <i>Giulio III<\/i>, in <i>Enciclopedia dei Papi<\/i> (2000) &#8211; https:\/\/www.treccani.it\/enciclopedia\/giulio-iii_(Enciclopedia-dei-Papi)\/)<\/p>\n<p align=\"justify\">Aubert A, <i>Paolo IV<\/i>, in <i>Enciclopedia dei Papi<\/i> (2000) &#8211; https: \/\/www.treccani.it\/enciclopedia\/paolo-iv_(Enciclopedia-dei-Papi)\/)<\/p>\n<p>\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Segui il G.A.C. su \u00a0 <a href=\"https:\/\/t.me\/archeochiusi\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-3839 alignnone\" src=\"http:\/\/www.archeochiusi.it\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/images2.png\" alt=\"\" width=\"29\" height=\"29\" srcset=\"https:\/\/www.archeochiusi.it\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/images2.png 225w, https:\/\/www.archeochiusi.it\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/images2-150x150.png 150w, https:\/\/www.archeochiusi.it\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/images2-100x100.png 100w\" sizes=\"auto, (max-width: 29px) 100vw, 29px\" \/><\/a> \u00a0 <a href=\"http:\/\/www.instagram.com\/gruppoarcheochiusi\/\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-3384\" src=\"http:\/\/www.archeochiusi.it\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/instagram-piccola.jpg\" alt=\"\" width=\"25\" height=\"25\" \/><\/a> \u00a0 \u00a0 <a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/archeo.chiusi\/\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-3383\" src=\"http:\/\/www.archeochiusi.it\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/fb-piccola.png\" alt=\"\" width=\"25\" height=\"25\" \/><\/a>\u00a0 <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/channel\/UCHPwwCUvQJ7kBn0yMbtWmyw\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone  wp-image-4290\" src=\"http:\/\/www.archeochiusi.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/youtube-4.png\" alt=\"\" width=\"38\" height=\"28\" srcset=\"https:\/\/www.archeochiusi.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/youtube-4.png 259w, https:\/\/www.archeochiusi.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/youtube-4-150x112.png 150w, https:\/\/www.archeochiusi.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/youtube-4-100x75.png 100w\" sizes=\"auto, (max-width: 38px) 100vw, 38px\" \/><\/a><\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n\n\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a0 I preparativi per la Guerra di Siena e lo spoglio di \u00abmolte anticaglie\u00bb cittadine Ipotesi sul ruolo del futuro \u00abcardinale Montepulciano\u00bb Giovanni Ricci \u00a0 di ROBERTO SANCHINI \u00a0 Il [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":14,"featured_media":5082,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_exactmetrics_skip_tracking":false,"_exactmetrics_sitenote_active":false,"_exactmetrics_sitenote_note":"","_exactmetrics_sitenote_category":0,"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[],"class_list":["post-5067","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-bacheca"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v26.9 - 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