{"id":4945,"date":"2021-02-17T17:18:31","date_gmt":"2021-02-17T16:18:31","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archeochiusi.it\/?p=4945"},"modified":"2021-02-17T17:18:35","modified_gmt":"2021-02-17T16:18:35","slug":"sentire-lalfabeto-etrusco-2-3-3-2-2-2-3-2-2-2-3-3-2-2-2-2-2-3-2-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archeochiusi.it\/?p=4945","title":{"rendered":"Il Gruppo Archeologico ricorda il Prof. Giuseppe Pucci"},"content":{"rendered":"\n\n\n\n\n<p style=\"text-align: center;\">&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.archeochiusi.it\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/s200_giuseppe.pucci_.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-4950\" src=\"https:\/\/www.archeochiusi.it\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/s200_giuseppe.pucci_.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.archeochiusi.it\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/s200_giuseppe.pucci_.jpg 200w, https:\/\/www.archeochiusi.it\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/s200_giuseppe.pucci_-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.archeochiusi.it\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/s200_giuseppe.pucci_-100x100.jpg 100w\" sizes=\"auto, (max-width: 200px) 100vw, 200px\" \/><\/a><\/p>\n\n\n\n\n\n<h2>\u00a0<\/h2>\n<h2>\u00a0<\/h2>\n<h2 style=\"text-align: center;\">RICORDO DEL PROF. GIUSEPPE \u201cPINO\u201d PUCCI, L\u2019ARCHEOLOGO CHE A CHIUSI DIRESSE LO SCAVO<br \/>DELLE FORNACI ETRUSCO-ROMANE DI MARCIANELLA (1987-1991)<\/h2>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><strong>Apprendiamo con dolore l\u2019improvvisa scomparsa del prof. Giuseppe \u201cPino\u201d Pucci<\/strong>, gi\u00e0 Ordinario di Archeologia e Storia dell\u2019Arte greca e romana presso l\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Siena, nonch\u00e9 Visiting Professor in numerose altre universit\u00e0 europee e americane.<\/p>\n<p><br \/>Era nato a Marsala nel 1948 e viveva a Grosseto.<\/p>\n<p><br \/>Getty Scholar presso il Getty Center for the History of Art and the Humanities, Fellow del Center for Advancead Study in the Visual Arts, \u00e8 stato anche co-fondatore e membro dell\u2019associazione internazionale<br \/>Antropologia e Mondo Antico, membro della Societ\u00e0 Italiana di Estetica, co-fondatore e membro dell\u2019associazione internazionale Warburg-Italia, consigliere scientifico del Museo Laboratorio di Arte Contemporanea di Roma, socio ad honorem del Centro Internazionale di Studi di Estetica, socio<br \/>corrispondente dell\u2019Istituto Archeologico Germanico, avendo in particolare indirizzato i suoi interessi al rapporto fra la tradizione classica e la cultura moderna, lo ha esplorato da diverse angolazioni: letteratura, arti visive, cinema, teoria estetica.<\/p>\n<p><br \/><strong>Lo abbiamo apprezzato come docente e come persona nel periodo (1987-1991) durante il quale, qui a Chiusi, diresse gli scavi del Dipartimento di Archeologia e Storia delle Arti dell\u2019Universit\u00e0 di Siena in loc. S. <\/strong><strong>Erminia, all\u2019interno della Fattoria Marcianella. <\/strong><\/p>\n<p>Lo ricordiamo in giornate di caldo rovente, appollaiato in cima ad un alto trespolo, col cappello di paglia in testa, soprintendere come un giudice l\u2019area di scavo sottostante, oppure quando in confidenza ti chiedeva se mai i contadini del posto avessero usato nel passato pi\u00f9 o meno recente oggetti a cui potessero essere ricondotti i \u2018curiosi\u2019 frammenti recuperati, che solo in seguito sarebbero stati attribuiti a \u201csalvadanai etruschi\u201d.<br \/>Possiamo anche aggiungere che \u00e8 proprio in occasione delle campagne di scavo in questione noi volontari del Gruppo Archeologico di Chiusi abbiamo appreso appieno l\u2019importanza dello scavo stratigrafico e le sue tecniche e ancor pi\u00f9 il valore della frequentazione di un ambiente del genere, capace di aprire la mente a pi\u00f9 voci.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-4949\" src=\"https:\/\/www.archeochiusi.it\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/15732191_665995726906154_2183330779489390798_o-1-300x214.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"214\" srcset=\"https:\/\/www.archeochiusi.it\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/15732191_665995726906154_2183330779489390798_o-1-300x214.jpg 300w, https:\/\/www.archeochiusi.it\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/15732191_665995726906154_2183330779489390798_o-1-1024x731.jpg 1024w, https:\/\/www.archeochiusi.it\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/15732191_665995726906154_2183330779489390798_o-1-768x548.jpg 768w, https:\/\/www.archeochiusi.it\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/15732191_665995726906154_2183330779489390798_o-1-1536x1097.jpg 1536w, https:\/\/www.archeochiusi.it\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/15732191_665995726906154_2183330779489390798_o-1-360x257.jpg 360w, https:\/\/www.archeochiusi.it\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/15732191_665995726906154_2183330779489390798_o-1-350x250.jpg 350w, https:\/\/www.archeochiusi.it\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/15732191_665995726906154_2183330779489390798_o-1-750x535.jpg 750w, https:\/\/www.archeochiusi.it\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/15732191_665995726906154_2183330779489390798_o-1-400x286.jpg 400w, https:\/\/www.archeochiusi.it\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/15732191_665995726906154_2183330779489390798_o-1-430x307.jpg 430w, https:\/\/www.archeochiusi.it\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/15732191_665995726906154_2183330779489390798_o-1-150x107.jpg 150w, https:\/\/www.archeochiusi.it\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/15732191_665995726906154_2183330779489390798_o-1-100x71.jpg 100w, https:\/\/www.archeochiusi.it\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/15732191_665995726906154_2183330779489390798_o-1.jpg 2048w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><br \/>Quando Giuseppe \u201cPino\u201d Pucci lasci\u00f2 il suo posto di ruolo nell\u2019ateneo senese cos\u00ec motiv\u00f2 la sua decisione:<br \/>\u201cHo scelto di andare in pensione anticipata nel febbraio 2011 perch\u00e9 mi ritengo incompatibile con l&#8217;Universit\u00e0 cos\u00ec come \u00e8 stata ridotta dai nostri governi\u201d.<\/p>\n<p><br \/>Per conoscere meglio le sue qualit\u00e0 umane, di studioso e di docente, anche sotto il profilo del suo rapporto con Chiusi, affidiamoci direttamente alle sue parole, tratte dal volume, edito a Bari nel 2003, <strong>MANIFATTURA CERAMICA ETRUSCO-ROMANA A CHIUSI &#8211; Il complesso produttivo di Marcianella<\/strong>, da lui curato assieme a Cynthia Mascione:<\/p>\n<p><br \/><strong><em>\u201cPRESENTAZIONE.<\/em><\/strong><\/p>\n<p><br \/><em>Nel periodo in cui Cynthia Mascione ed io eravamo impegnati nello scavo dell\u2019officina di Umbricio Cordo presso Torrita di Siena fummo informati dall\u2019amico Giulio Paolucci, grande conoscitore del territorio di <strong>Chiusi,<\/strong> che in quel Comune, <strong>all\u2019interno del podere Marcianella, affioravano ad ogni aratura numerosi frammenti di ceramica concotta, tali da far supporre l\u2019esistenza in quel sito di una fornace antica.<\/strong><\/em><br \/><em>Un sopralluogo, nel corso del quale potemmo raccogliere dei frammenti sicuramente riconoscibili come scarti di lavorazione, avvalor\u00f2 l\u2019ipotesi, che fu di l\u00ec a poco definitivamente confermata dalla prospezione geomagnetica dell\u2019amico Ing. Ermanno Finzi, dell\u2019Istituto di Fisica Terrestre dell\u2019Universit\u00e0 di Padova, che qui ringrazio.<\/em><br \/><em>La ricognizione di superficie consent\u00ec in particolare di riconoscere delle forme di ceramica a vernice nera, e immediatamente accarezzammo l\u2019idea di far seguire allo scavo di un\u2019officina di terra sigillata quello di una<\/em><br \/><em>fornace pi\u00f9 antica, come appariva essere questa di Chiusi.<\/em><br \/><em>Le arti del fuoco erano del resto allora \u2013 e tali sono rimaste \u2013 un filone di indagine privilegiato nel Dipartimento di Archeologia e Storia delle Arti dell\u2019Universit\u00e0 di Siena.<\/em><\/p>\n<p><em>Il progetto fu accolto con favore dalla Soprintendenza Archeologica della Toscana, che nelle persone del Soprintendente, dott. Francesco Nicosia, e del funzionario scientifico di zona, dott.ssa Anna Rastrelli, ha sostenuto in ogni fase la nostra attivit\u00e0 (la stessa collaborazione c\u2019\u00e8 stata successivamente con il nuovo Soprintendente, dott. Angelo Bottini, e l\u2019attuale responsabile di zona, dott. Mario Iozzo).<\/em><br \/><em>Preziosa fu anche la comprensione dimostrata dal proprietario della Fattoria Marcianella s.r.l., dott. Nicol\u00f2 Casini, che con liberalit\u00e0 sottrasse l\u2019area dello scavo alle attivit\u00e0 agricole mettendola a nostra disposizione<\/em><br \/><em>per tutta la durata della ricerca.<\/em><br \/><em>Questa ebbe inizio nel 1987, e prosegu\u00ec negli anni successivi, fino al 1991, con campagne di 5 settimane ciascuna, condotte nei mesi di maggio e giugno.<\/em><br \/><em>Lo scavo, da me diretto, \u00e8 stato coordinato sul campo da Cynthia Mascione, che ne ha curato anche la documentazione. Nel periodo successivo allo scavo, essa ha tenuto con grande professionalit\u00e0 e infinita pazienza le fila del lavoro di gruppo che \u00e8 approdato finalmente a questa pubblicazione. A questa insostituibile collaboratrice ed amica va tutta la mia riconoscenza.<\/em><br \/><em>Molte persone si sono avvicendate sullo scavo, in gran parte miei allievi senesi (fra questi Maria Aprosio, Annalisa Biffino, Fernanda Bocca, Archimede Callaioli, Stefano Camporeale, Marianna Cannarozzi, Magda<\/em><br \/><em>Capaldo, Sonia Casini, Margherita Catucci, Rossella Colombi, Maria Elena Cortese, Alessandro Fedeli, Marco Firmati, Elisabetta Gliozzo, Antonia Lamanna, Erminia Lapadula, Tiziana Lesi, Flavia Lodovici, Alessandra<\/em><br \/><em>Lazzeretti, Giancarlo Macchi, Loredana Mancini, Lara Marelli, Elena Mart\u00edn Armand, Alessandra Nardini, Alessandra Pais, Silvia Pallecchi, Alessandra Pepi, Ginetta Perrone, Monica Renzetti, Alfredo Ruga, Chiara Saffioti, Dina Scarcelli, Patrizia Sfligiotti, Angela Vannini, Gisella Zazzaretta) che ricordo con gratitudine.<\/em><br \/><em>Per alcune campagne si sono aggiunti anche studenti delle Universit\u00e0 di Groningen e di Aix-en-Provence.<\/em><br \/><strong><em>Un aiuto fattivo ci \u00e8 venuto dai volontari del Gruppo Archeologico \u201cCitt\u00e0 di Chiusi\u201d, con in testa il suo presidente, dott. Roberto Sanchini.<\/em><\/strong><br \/><em>Tutti i componenti dell\u2019\u00e9quipe hanno sempre goduto dell\u2019ospitalit\u00e0 fornita dall\u2019Amministrazione Comunale di Chiusi, che ci ha anche procurato in pi\u00f9 occasioni mezzi e personale tecnico.<\/em><br \/><em>Un apprezzamento particolare ha meritato il Geom. Adalberto Morelli, responsabile per la Societ\u00e0 Autostrade del tratto afferente al Casello di Chiusi, nelle cui immediate vicinanze si trova il nostro scavo.<\/em><br \/><em>Con una sensibilit\u00e0 straordinaria egli ci ha costantemente aiutato nelle pi\u00f9 disparate circostanze, fino a farsi carico della copertura dello scavo.<\/em><br \/><em>Devo infine ricordare l\u2019apporto di Fernanda Cavari, direttrice del Laboratorio di Restauro del nostro Dipartimento, e di Angelo Finetti, che ci ha aiutato nella prima lettura delle monete.<\/em><br \/><em>A tutti coloro che hanno contribuito al buon esito di questa ricerca va il mio grazie pi\u00f9 sentito.<\/em><br \/><em>Alla soddisfazione per il risultato scientifico raggiunto si accompagna un rimpianto: non essere riusciti a valorizzare il sito come esso meritava e come le sue potenzialit\u00e0 avrebbero facilmente consentito. A lungo<\/em><br \/><em>abbiamo accarezzato l\u2019idea di arrivare a una musealizzazione delle strutture, creando attorno ad esse un apparato espositivo e didattico adeguato, e permettendone la fruizione al pubblico, magari con accesso<\/em><br \/><em>diretto da un\u2019area di sosta dell\u2019autostrada. Abbiamo elaborato dei progetti dettagliati, li abbiamo sottoposti ai potenziali sponsors, a cominciare dalla Societ\u00e0 Autostrade, che nello stesso periodo aveva varato un\u2019operazione analoga ad Arpi, ma purtroppo non ne \u00e8 nato nulla di concreto.<\/em><br \/><em>N\u00e9 miglior sorte ha avuto il progetto presentato qualche anno fa all\u2019Amministrazione Comunale di Chiusi \u2013 che ce ne aveva fatto richiesta \u2013 di un\u2019esposizione dei ritrovamenti nell\u2019ambito del nuovo allestimento<\/em><br \/><em>museale del Palazzo del Vescovo: nonostante l\u2019apprezzamento, la sua realizzazione non \u00e8 stata considerata prioritaria.<\/em><\/p>\n<p><em>\u2026.<\/em><br \/><strong><em>1. LA ROMANIZZAZIONE DEL TERRITORIO DI CHIUSI<\/em><\/strong><\/p>\n<p><em>Gi\u00e0 nel III secolo a.C. \u2013 forse poco dopo la disfatta etrusca di Sentino (295 a.C.) \u2013 la citt\u00e0 di Clevsins appare <\/em><em>soggetta all\u2019egemonia romana, con lo status di civitas foederata (con molta probabilit\u00e0, si tratt\u00f2 di foedus <\/em><em>iniquum). In quest\u2019epoca si inquadra la pi\u00f9 antica testimonianza in lingua latina proveniente dal territorio <\/em><em>chiusino, la ciotola a vernice nera con l\u2019iscrizione dipinta Aisclapi poco[[co]]lom, da cui tuttavia non \u00e8 lecito <\/em><em>dedurre una diffusa conoscenza di tale lingua in epoca cos\u00ec alta .<\/em><br \/><em>Verso la fine del secolo, al tempo della seconda guerra punica, Chiusi, come altre citt\u00e0 dell\u2019Etruria, contribu\u00ec <\/em><em>alla spedizione di Scipione in Africa (Liv. XXVIII, 45). Ma mentre altri centri fornirono materie prime e <\/em><em>manufatti artigianali, Chiusi \u2013 insieme a Perugia e Roselle \u2013 diede legname per la fabbricazione di navi e <\/em><em>grano. La sua economia appare pertanto ancora a carattere prevalentemente agricolo\/silvicolo.<\/em><br \/><em>Secondo le ricerche di Bianchi Bandinelli, datate ma non superate, in quest\u2019epoca il territorio di Chiusi <\/em><em>sarebbe stato nelle mani di una ventina di famiglie, che avrebbero sfruttato i latifondi di loro propriet\u00e0 con <\/em><em>manodopera servile.<\/em><br \/><em>Agli inizi del II secolo, comunque, violente insurrezioni di schiavi sconvolsero l\u2019Etruria, e in seguito a questi <\/em><em>sommovimenti le aristocrazie dei centri interni addivenirono a una parziale riforma delle strutture socio-<\/em><em>produttive, concedendo i diritti politici a una parte dei ceti inferiori. I lautni, che alcune iscrizioni bilingui <\/em><em>assimilano ai liberti, e che sono attestati in numero abbastanza cospicuo nel territorio di Chiusi, potrebbero <\/em><em>essere i protagonisti di questa trasformazione. Sta di fatto che il territorio appare ora coltivato in maniera <\/em><em>intensiva, e le tombe testimoniano l\u2019esistenza diffusa di fattorie di piccole e medie dimensioni (forse, <\/em><em>tuttavia, sempre dipendenti in qualche modo dalle grandi famiglie magnatizie).<\/em><br \/><em>I dati archeologici ed epigrafici sembrano concorrere a delineare un certo benessere diffuso, rispecchiato <\/em><em>anche dall\u2019aggiungersi alla tradizionale produzione di granaglie della coltivazione della vite. Ne \u00e8 prova la<\/em><br \/><em>diffusione dell\u2019anfora vinaria Dressel 1.<\/em><br \/><em>A questo quadro dobbiamo collegare la nascita e le prime fasi di attivit\u00e0 della fornace di Marcianella. Non \u00e8 <\/em><em>improbabile che, come per altre fornaci individuate (cfr. il contributo di G. Paolucci in questo volume) si <\/em><em>trattasse all\u2019origine (fine III-inizi del II secolo a.C.) di un impianto destinato a soddisfare l\u2019autoconsumo di un <\/em><em>fondo o una limitata domanda locale. Invece le fasi successive, specialmente i periodi 4-6 (II met\u00e0 II-inizi I <\/em><em>secolo a.C.) con le loro abbondanti produzioni di scarsa qualit\u00e0, sono forse da mettere in rapporto con <\/em><em>l\u2019accresciuta domanda rappresentata dai ceti pi\u00f9 bassi, di poche pretese, anche se dotati ora di un certo <\/em><em>potere di acquisto.<\/em><br \/><em>Si ignora quali sia stato l\u2019atteggiamento di Chiusi durante il bellum sociale, ma al termine di esso, nell\u201981 <\/em><em>a.C., la citt\u00e0 divenne municipium, amministrato da quattuorviri iure dicundo. I suoi abitanti furono iscritti <\/em><em>nella trib\u00f9 Arnensis.<\/em><br \/><em>Fino a questo momento \u00e8 verosimile che a Chiusi, e soprattutto nel contado, si parlasse ancora etrusco, <\/em><em>anche se il latino non doveva essere sconosciuto agli esponenti delle classi dirigenti. Solo nel I secolo d.C. il <\/em><em>latino soppiant\u00f2 definitivamente a Chiusi la lingua nativa.<\/em><br \/><em>\u00c8 molto dibattuta la questione dell\u2019esistenza di una colonia sillana a Chiusi 10. Plinio (Nat. hist., III, 52) <\/em><em>menziona l\u2019esistenza di Clusini novi accanto a Clusini veteres, e poich\u00e9 una analoga distinzione del corpo <\/em><em>civico \u00e8 documentata ad Arezzo \u2013 dove \u00e8 certamente da riferire a una deduzione sillana \u2013 si \u00e8 ritenuto che <\/em><em>anche Chiusi fosse stata punita per aver sposato la causa mariana mediante una deduzione di veterani <\/em><em>sillani, ma non \u00e8 stata riconosciuta finora nessuna traccia di centuriazione che possa risalire a quest\u2019epoca, <\/em><em>e la documentazione epigrafica non \u00e8 risolutiva al riguardo.<\/em><br \/><em>\u00c8 certo per\u00f2 che Chiusi ebbe a soffrire molto durante il periodo del confronto tra Mario e Silla. Ripetute <\/em><em>battaglie intorno alla citt\u00e0 misero a ferro e a fuoco il suo territorio. Le testimonianze epigrafiche e <\/em><em>monumentali documentano lo spopolamento del territorio, ed \u00e8 probabile che anche l\u2019officina ceramica di<\/em><br \/><em>Marcianella da noi indagata abbia cessato la sua attivit\u00e0 in questo momento.<\/em><br \/><em>A prescindere dai danni alle strutture, fu l\u2019intero assetto dell\u2019economia chiusina a essere alterato. Molti <\/em><em>abitanti furono uccisi e molti fuggirono (alcuni si rifugiarono forse in Tunisia).<\/em><br \/><em>A partire dall\u2019et\u00e0 augustea, invece, il territorio di Chiusi sembra tornare a godere di una certa prosperit\u00e0.<\/em><\/p>\n<p><em>In quest\u2019epoca anche la fornace di Marcianella, dopo decenni di abbandono, torna in attivit\u00e0, riconvertita in <\/em><em>parte alla produzione di calce, evidentemente funzionale a una ripresa dell\u2019attivit\u00e0 edilizia. Una analoga <\/em><em>trasformazione \u00e8 stata osservata nel forno scavato in Piazza del Duomo nel 1986.\u201d.<\/em><\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><br \/><a href=\"https:\/\/www.archeochiusi.it\/?page_id=198\"><strong>Per il testo integrale, dotato di note, si rinvia al volume.<\/strong><\/a><\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-4951\" src=\"https:\/\/www.archeochiusi.it\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/66375230_2279064228842277_4080716833873723392_n-225x300.jpg\" alt=\"\" width=\"225\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.archeochiusi.it\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/66375230_2279064228842277_4080716833873723392_n-225x300.jpg 225w, https:\/\/www.archeochiusi.it\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/66375230_2279064228842277_4080716833873723392_n-360x480.jpg 360w, https:\/\/www.archeochiusi.it\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/66375230_2279064228842277_4080716833873723392_n-400x533.jpg 400w, https:\/\/www.archeochiusi.it\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/66375230_2279064228842277_4080716833873723392_n-430x573.jpg 430w, https:\/\/www.archeochiusi.it\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/66375230_2279064228842277_4080716833873723392_n-150x200.jpg 150w, https:\/\/www.archeochiusi.it\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/66375230_2279064228842277_4080716833873723392_n-100x133.jpg 100w, https:\/\/www.archeochiusi.it\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/66375230_2279064228842277_4080716833873723392_n.jpg 600w\" sizes=\"auto, (max-width: 225px) 100vw, 225px\" \/><\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Segui il G.A.C. su \u00a0 <a href=\"https:\/\/t.me\/archeochiusi\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-3839 alignnone\" src=\"http:\/\/www.archeochiusi.it\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/images2.png\" alt=\"\" width=\"29\" height=\"29\" srcset=\"https:\/\/www.archeochiusi.it\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/images2.png 225w, https:\/\/www.archeochiusi.it\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/images2-150x150.png 150w, https:\/\/www.archeochiusi.it\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/images2-100x100.png 100w\" sizes=\"auto, (max-width: 29px) 100vw, 29px\" \/><\/a> \u00a0 <a href=\"http:\/\/www.instagram.com\/gruppoarcheochiusi\/\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-3384\" src=\"http:\/\/www.archeochiusi.it\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/instagram-piccola.jpg\" alt=\"\" width=\"25\" height=\"25\" \/><\/a> \u00a0 \u00a0 <a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/archeo.chiusi\/\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-3383\" src=\"http:\/\/www.archeochiusi.it\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/fb-piccola.png\" alt=\"\" width=\"25\" height=\"25\" \/><\/a>\u00a0 <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/channel\/UCHPwwCUvQJ7kBn0yMbtWmyw\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone  wp-image-4290\" src=\"http:\/\/www.archeochiusi.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/youtube-4.png\" alt=\"\" width=\"38\" height=\"28\" srcset=\"https:\/\/www.archeochiusi.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/youtube-4.png 259w, https:\/\/www.archeochiusi.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/youtube-4-150x112.png 150w, https:\/\/www.archeochiusi.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/youtube-4-100x75.png 100w\" sizes=\"auto, (max-width: 38px) 100vw, 38px\" \/><\/a><\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n\n\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; \u00a0 \u00a0 RICORDO DEL PROF. 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